Torna il neiborghi Festival 2026: arte, sperimentazione e migrazione
Roma, 3 ago. (askanews) – Rallentare, alzare lo sguardo e riscoprire lo spazio pubblico attraverso la magia dello spettacolo dal vivo. Torna a Antrodoco e Cittaducale (RI), neiBORGHI, il festival di arti performative contemporanee che trasforma i 2 borghi laziali in cantieri vivi di spettacoli, visioni e sperimentazioni, uno spazio di bellezza, incontro e stupore. Un progetto culturale, si legge in una nota, realizzato in collaborazione con il Comune di Cittaducale e di Antrodoco, con la direzione artistica di Lorenzo Pasquali/Ondadurto Teatro, che punta a costruire legami attraverso il linguaggio universale delle arti. Il progetto sarà sostenuto dalla Regione Lazio e dai due Comuni, una collaborazione istituzionale solida, pensata su scala triennale (2026-2028), con l’obiettivo di fare dell’arte un ponte universale capace di unire comunità e territori. Ogni annualità il festival metterà in campo una tematica specifica al fine di interrogarsi sulle emergenze della cultura contemporanea, al fine di proporre nuove visioni per il futuro.
Ogni anno neiBORGHI Festival sceglie una parola chiave per interrogarsi sul presente e offrire nuove prospettive sul futuro. Il filo conduttore della quarta edizione è “MIGRAZIONI”: un concetto universale che supera i confini geografici per abbracciare il movimento in ogni sua forma.
Dallo spostamento dei ghiacciai alle rotte stagionali degli animali, fino al viaggio umano dettato dalla necessità di vita, la migrazione è prima di tutto un’esigenza di trasformazione. Sul piano artistico, il tema si trasforma in denuncia sociale, memoria, viaggio fisico ed esodo interiore. La multidisciplinarietà sarà la bussola di questa rassegna: la commistione tra teatro di strada, acrobazia, musica e installazioni saprà stupire il pubblico, restituendo ai borghi del Reatino la loro vocazione di spazi di meraviglia e incontro.
