Maggioranza tira dritto su no a chat Delmastro, opposizioni insorgono
Roma, 4 ago. (askanews) – Il centrodestra tira dritto sulla difesa dell’ex sottosegretario alla Giustizia di Fdi Andrea Delmastro e dice no a una ulteriore istruttoria della Giunta per le Autorizzazioni. Sulla richiesta della procura di Roma di autorizzare il sequestro delle chat tra l’esponente di Fdi e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese, resta il no votato a maggioranza in Giunta il 22 luglio scorso e l’ultima parola spetterà domani pomeriggio all’aula della Camera con un voto che potrebbe essere, se le opposizioni lo richiedono, a scrutinio segreto.
Il voto sul caso, già previsto la scorsa settimana, era slittato dopo la lettera inviata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, con tanto di documentazione allegata, per chiedere di autorizzare l’uso delle chat. “Una documentazione inammissibile”, secondo il capogruppo di Fi alla Camera, Enrico Costa, perché “giunta tardivamente alla Camera”. Se la Giunta oggi avesse deciso un’ulteriore istruttoria sarebbe stato “un precedente” e “avremmo dato la possibilità a qualunque persona di procrastinare l’esame con un esito dilatorio”.
Le opposizioni insorgono e parlano di “profonda lesione delle prerogative parlamentari” soprattutto perché non è stato consentito ai componenti della Giunta di accedere alle chat come invece stabilito dal presidente Devis Dori. La sua decisione è stata stoppata da Fontana con la convocazione della Giunta per il Regolamento su richiesta del centrodestra. In quella sede, ieri sera, un voto a maggioranza ha rimesso la decisione finale alla Giunta per le autorizzazioni di oggi che, sempre a maggioranza, ha confermato l’intento di chiudere il caso entro la pausa estiva.
“Si è arrivati al paradosso – protesta Dori – di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione. Esistono gli estremi per sollevare la questione davanti all’Alta Corte. In questa direzione faremo i necessari approfondimenti”.
Per il relatore del caso Pietro Pittalis (Fi) “le chat non aggiungono né tolgono nulla rispetto a quanto già deliberato”. “Affermazioni gravissime”, per il Pd che con Federico Gianassi si chiede: “Come fanno a dirlo? La maggioranza è a conoscenza del contenuto di quelle conversazioni, mentre ai parlamentari dell’opposizione chiamati a pronunciarsi ne è stata impedita la consultazione? Su questo aspetto occorre fare piena luce”.
Durissimo il Movimento 5 stelle: “Hanno usato un organo di garanzia per aiutare la camorra e difendere un amico di partito. E’ vomitevole”, afferma la deputata pentastellata Daniela Torto. Frasi “diffamatorie” secondo Dario Iaia (Fdi) che invita la deputata del partito di Conte a rinunciare all’immunità: “Nel momento in cui si piega il diritto alle convenienze politiche si comincia ad aprire la porta alla barbarie e questo è ciò che sta avvenendo in quest’aula”.
