Ex Ilva, Federacciai lavora a cordata italiana: “Tempo per una nuova gara c’è”
Roma, 11 ago. (askanews) – Sulla ex Ilva di Taranto, per riscrivere una gara “il tempo c’è” e “se le condizioni ci saranno, potremmo presentare la manifestazione di interesse e iniziare la due diligence dopo Ferragosto. Tutto si potrebbe chiudere entro l’anno, per essere operativi all’inizio del prossimo”. Lo afferma il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, in una intervista a La Repubblica dopo la riunione di ieri con le maggiori imprese siderurgiche del Belpaese sull’ipotesi di allestire una cordata italiana per gli impianti.
Secondo il quotidiano in campo ci sarebbero, tra gli altri, Arvedi, Marcegaglia, Feralpi, Duferco, Beltrame e Lucchini.
Ci sono delle condizioni e “la prima è ridefinire il perimetro della gara – spiega Gozzi – siamo interessati a tutto quello che viene a valle delle bramme (semilavorati utilizzati nella siderurgia-ndrt) compresi i laminatoi a caldo, non agli altiforni e agli acciaieria a colata continua, di cui non vogliamo sapere nulla. Se restano della gara non possiamo partecipare”.
Più avanti, “in una prospettiva di autonomia strategica e sostenibilità economica non si può dipendere al 100% d’acciaio importato da paesi terzi, bisognerà costruire nuovi formi elettrici”. E “di certo allo Stato spetta la gestione dell’eredità legale, ambientale sociale dell’area a caldo”. Sull’ipotesi del forno elettrico, invece “potremmo anche valutare di partecipare all’investimento”.
Per ora l’iniziativa è dei gruppi siderurgici, ma se poi “in un’ipotesi di sistema una Fincantieri o una Leonardo chiedessero partecipare sarebbe difficile dire di no”, aggiunge l’industriale. Rispetto all’offerta dell’indiana Jindal “il tema dell’italianità non è banale. Come si è già visto, a Taranto gli stranieri passano e se ne vanno senza colpo ferire. Diverso è un sistema di imprese italiane che ci mettono la faccia”.
