Aosta, degrado in città: il sindaco chiede la convocazione del Cosp ma la data non c’è ancora
Il primo cittadino di Aosta Raffaele Rocco ha annunciato anche l'incremento di telecamere
Aosta: degrado in città, il sindaco chiede un Cosp solo per il capoluogo ma la data non c’è ancora.
Non c’è ancora una data per la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiesto dal primo cittadino di Aosta Raffaele Rocco per affrontare la situazione di degrado in città.
La fanno sapere dalla segreteria della presidenza della Regione: «stiamo cercando la prima data utile».
Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco
Nei giorni scorsi, così come dichiarato a Gazzetta Matin, il sindaco di Aosta Raffaele Rocco ha chiesto la convocazione di un Cosp dedicato esclusivamente alla situazione di Aosta.
Le ‘mosse’ del comune di Aosta
Il Cosp, lo studio di ulteriori interventi per il Parking Carrel a partire da un aumento della vigilanza, ma anche la richiesta di un preventivo a Inva per incrementare notevolmente le telecamere in via Festaz, Parco Abbé Henry e zona di Saint-Étienne sono gli impegni che l’amministrazione comunale assume per far fronte all’escalation di segnalazioni in materia di sicurezza giunte da più parti della città e che stanno creando non poco malumore nella popolazione, che continua a denunciare episodi di vandalismo, spaccio, risse e un generale senso di degrado.
«Non prendiamo sottogamba alcuna segnalazione»
«Una cosa è certa, non prendiamo sottogamba alcuna segnalazione e faremo di tutto per intervenire» ha detto il primo cittadino di Aosta.
Parking Carrel: più vigilanza
Entrando nei dettagli, per il Parking Carrel, si stanno verificando possibili modalità di intervento, tenendo conto del fatto che negli ultimi tempi tanti lavori erano già stati fatti, dal potenziamento della videosorveglianza, per arrivare all’illuminazione e al rafforzamento della vigilanza privata.
«Aps ha già fatto tanto, ma sono stati sollecitati ulteriori interventi – spiega il primo cittadino -. Chiediamo di fare un ulteriore sforzo e verificheremo su quali aspetti concentrare l’attenzione. Innanzitutto sarà incrementata la vigilanza, anche se comporterà maggiori costi, inoltre verificheremo se ci siano ulteriori spazi da coprire con le telecamere e magari penseremo a sistemi antipanico per avvisare in presa diretta le forze dell’ordine. Poi, potremmo spostare lì ulteriori servizi, così da aumentare la frequentazione della zona e verificheremo anche la possibilità di un maggiore presidio da parte della Polfer».
La questione, però, è delicata. «Sono persone con gravi problemi sociali – analizza Raffaele Rocco -. Per questo stiamo valutando anche un servizio di supporto. La chiusura del parcheggio? Ne parleremo, ma non è così sicuro che sia efficace».
Cosp e videosorveglianza
L’”effetto via Festaz” pare aver risvegliato gli animi dei cittadini e il Comune vuole dare risposte.
«Effettivamente si è innescata una “corsa” alla telecamera dopo via Festaz – sorride Raffaele Rocco -. Intanto, però, abbiamo chiesto una nuova riunione del Cosp incentrata su Aosta e queste situazioni, e anche Questura e Prefettura ci stanno venendo dietro. Illustreremo tutte le nostre esigenze e ci muoveremo in maniera coordinata per immaginare nuovi deterrenti».
Un passo importante riguarderà la videosorveglianza. «Entro la fine dell’anno arriverà qualche decina di telecamere, abbiamo già chiesto i preventivi a Inva – rivela Rocco -. Sicuramente interverremo su via Festaz, per la quale stiamo anche analizzando le questioni relative ai market, poi ci concentreremo su Saint-Étienne e la famigerata piazzetta, dove cercheremo di portare anche qualche iniziativa per popolarla. Inoltre, interverremo anche su regione Tzamberlet e sul Parco Abbé Henry».
«Per ogni segnalazione cerchiamo di capire come muoverci, anche se non è semplice – conclude il sindaco -. Non è il militare all’angolo che risolve le cose, ma tutti gli strumenti a nostra disposizione, rafforzamento delle pulizie compreso».
Il caso ragazzini al parco Abbé Henry
Il caso “ragazzini” Raffaele Rocco si toglie però anche un sassolino dalla scarpa.
«Penso al Parco Abbé Henry, ma anche ad altre situazioni – dice -. Parliamo di ragazzini, magari di 15 anni, in giro alle 4 del mattino, spesso ubriachi, che fanno macelli. Ma i genitori dove sono? Si pongono delle domande?
Noi non riusciamo a fare gli amministratori, i genitori, i poliziotti, gli spazzini e tutto il resto. La società funziona anche con la responsabilizzazione dei cittadini, perché senza questa tutti gli sforzi rischiano di essere inutili».
(alessandro bianchet)
