Sanità, Trivelli (Asst): i sistemi sono complessi, non complicati
Rimini, 21 ago. (askanews) – “Non apprezzare la complessità dell’organismo umano rende difficilmente comprensibile la sanità”. Con questa riflessione Marco Trivelli, direttore generale di Asst, ha aperto l’incontro sul governo dei sistemi sanitari nell’arena Cdo del Meeting di Rimini, sottolineando che “la sanità serve per vivere la malattia valorizzando le presenze” e che i sistemi sanitari sono complessi, non semplicemente complicati, con conseguenze pratiche per chi governa, chi cura e chi è curato.
Sui rischi della modernità ha messo in guardia Nicola D’Erario, direttore Lavoro e competenze di Farmindustria: “Nei sistemi complessi si rischia di cadere nell’idea meccanica per cui l’individuo diventa schiavo del lavoro”. La strada indicata è quella della collaborazione: “La cooperazione tra soggetti diversi per la cura del malato aiuta a poter desiderare il livello di sanità che si vuole avere”.
Sulla stessa linea Alberto Felice De Toni, professore di ingegneria economico-gestionale all’Università di Udine e sindaco della città: “Per cooperare, due soggetti devono essere in grado di creare poche asimmetrie di potere, favorendo la reiterazione e generando relazioni”.
Il moderatore Giorgio Brodin, presidente di Medicina e Persona, ha chiuso i lavori leggendo un passaggio dell’enciclica ‘Magnifica Humanitas’ di Leone XIV: “Si insinua una tentazione sottile: pensare che i problemi siano troppo grandi e noi troppo piccoli, e che dunque le nostre scelte non spostino nulla. E’ una forma elegante di resa, spesso mascherata da realismo. Nessuno è senza responsabilità. Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e lì, non altrove, è chiamato a costruire”.
