Svizzera, spari ad un rave party: morta 22enne italiana, altri due italiani feriti. Meloni: fare piena luce
Roma, 30 ago. (askanews) – È di almeno un morto e cinque feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, il bilancio della sparatoria avvenuta nella notte durante un rave party all’ippodromo di Schachen, ad Aarau, nel canton Argovia, in Svizzera. Lo riferisce la RSI, citando la polizia cantonale argoviese.
La persona morta nella sparatoria è una ragazza italiana di 22 anni, Maria Spinelli, originaria di Atri, in Abruzzo. Anche tra i feriti risultano due italiani.
“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli, la giovane italiana rimasta vittima della tragica sparatoria di Aarau, in Svizzera”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Il mio pensiero – aggiunge – va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda. Seguiamo con attenzione gli sviluppi attraverso la Farnesina e le nostre rappresentanze diplomatiche, confidando nel lavoro delle autorità svizzere per fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricevuto una telefonata del capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri della Svizzera Ignazio Cassis, il quale ha voluto rivolgere al ministro e al governo italiano le condoglianze per la morte della cittadina italiana nel corso della sparatoria avvenuta ad Aarau e offerto piena e immediata assistenza nelle indagini per la cattura del colpevole e per le verifiche sugli eventuali ulteriori italiani che fossero presenti tra i feriti. Tajani ha espresso apprezzamento per il gesto di solidarietà e amicizia della Svizzera e per l’offerta di assistenza. L’Unità di Crisi della Farnesina è al lavoro con l’Ambasciata a Berna e il Consolato generale a Basilea e sta assistendo la famiglia della connazionale. L’incaricato d’Affari a Berna è stato inviato sul posto assieme al funzionario di collegamento della polizia di Stato per seguire da vicino le indagini.
Secondo quanto riferito dalle autorità a SRF e rilanciato dalla RSI, i colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro la folla presente alla manifestazione. Non è al momento chiaro chi abbia sparato né quale sia la dinamica dell’accaduto.
La sparatoria è avvenuta nella notte alla fine di un rave organizzato a Schachen, Aarau. L’evento si è verificato verso la fine della festa, secondo la Rts, per cui sul luogo del maxi-raduno era rimasto un centinaio di persone. La ragazza di 22 anni, di cui la polizia non ha fornito al momento ancora alcun dettaglio, è morta per le ferite riportate sul posto, ha indicato il portavoce della polizia Pascal Wenzel ai media. I feriti, tra i 24 e i 27 anni, sono stati ricoverati con ferite che vanno da leggere a gravi. Per la Rts, tutte le vittime sono domiciliate in Svizzera.
La polizia è ancora alla caccia del o dei responsabili della sparatoria. Le forze dell’ordine hanno fatto appello alla popolazione affinché eviti la zona e la piscina di Aarau.
Secondo le prime ricostruzioni, la sparatoria è avvenuta poco dopo le 2.30 nell’area dell’ippodromo dello Schachen, ad Aarau, capitale del canton Argovia, circa 50 chilometri a ovest di Zurigo. Sul posto era in corso la settima edizione dell’”Aarau Rave”, una manifestazione di musica techno alla quale erano attese migliaia di persone. Secondo l’emittente pubblica SRF, gli organizzatori prevedevano circa 2.500 partecipanti, mentre altre fonti hanno indicato una capienza attesa fino a 3.500 persone. Non è ancora noto quante fossero effettivamente presenti al momento degli spari, anche perché l’evento era alle battute finali e secondo i media elvetici ormai rimanevano poche centinaia di partecipanti.
Oltre alla giovane morta, altre cinque persone sono state raggiunte dai colpi: quattro uomini e una donna, di età compresa tra 24 e 27 anni. Sono state tutte ricoverate in ospedale con ferite di diversa gravità, da lievi a gravi. La polizia non ha precisato se qualcuno dei feriti più seri si trovi in pericolo di vita. A molte ore dall’accaduto resta quasi completamente da ricostruire la dinamica. Nel punto stampa delle 14 la polizia ha confermato di non sapere ancora da quale posizione siano stati esplosi i colpi e neppure quanti siano stati. Non ci sono inoltre indicazioni sull’identità dell’autore o degli autori e gli investigatori non sono ancora in grado di stabilire se abbia agito una sola persona oppure più persone. Anche il movente resta completamente sconosciuto. La polizia ritiene tuttavia che l’autore o gli autori non si trovino più ad Aarau. La vasta caccia all’uomo prosegue e alle ricerche partecipa anche la polizia tedesca, nell’ambito della normale cooperazione transfrontaliera con le autorità svizzere. La presenza delle forze dell’ordine è stata rafforzata anche al di fuori della città, mentre l’area immediatamente circostante l’ippodromo rimane transennata. Al di fuori della zona isolata, le autorità hanno indicato che la popolazione può muoversi normalmente.
Secondo le prime testimonianze raccolte dai media locali, gli spari sono cominciati quando il rave era praticamente terminato. Un partecipante ha raccontato all’emittente regionale Tele M1 che la musica si era fermata attorno alle 2.30 e che molte persone si stavano ormai dirigendo verso l’uscita. Le detonazioni sarebbero proseguite per uno o due minuti e inizialmente diversi presenti avrebbero pensato a petardi o fuochi d’artificio.
La percezione di quanto stava accadendo sarebbe cambiata quando alcune persone hanno cominciato a gridare che si trattava di colpi d’arma da fuoco e hanno invitato gli altri a mettersi al riparo. Diversi partecipanti si sono nascosti nelle strutture del bar o nei servizi igienici. Lo stesso testimone ha raccontato di aver visto una donna a terra, colpita da un proiettile, mentre alcuni presenti tentavano di soccorrerla. Saranno le indagini a stabilire se si trattasse della 22enne italiana morta nell’attacco.
La chiamata alla polizia è arrivata poco dopo le 2.30. E’ quindi scattato un dispositivo di sicurezza eccezionalmente vasto, con la polizia cantonale, i vigili del fuoco, numerosi servizi sanitari, l’unità cantonale per gli interventi in caso di catastrofe e l’unità speciale Argus. Nell’operazione è stato impiegato anche un elicottero Super Puma dell’esercito svizzero.
Durante la notte e la mattina sono stati effettuati controlli sulle automobili e pattugliamenti anche nel centro di Aarau.
L’area comprendente l’ippodromo, gli impianti sportivi e la piscina dello Schachen è stata isolata. La piscina pubblica è rimasta chiusa a causa delle operazioni di polizia. Molti dei partecipanti al rave sono stati portati in una palestra, dove hanno ricevuto assistenza e sono stati ascoltati dagli investigatori.
Uno degli elementi sui quali si concentra ora l’indagine è l’enorme quantità potenziale di immagini realizzate durante la festa. La polizia ha rivolto un appello a tutti i presenti affinché consegnino fotografie e video girati prima, durante e immediatamente dopo la sparatoria. L’obiettivo è ricostruire i movimenti nell’area e individuare immagini dell’autore o degli autori, di eventuali armi o di mezzi utilizzati per allontanarsi.
Non è stato ancora chiarito neppure se le sei persone colpite fossero obiettivi deliberatamente scelti oppure vittime casuali.
La polizia non ha fornito elementi che consentano, allo stato attuale, di parlare di terrorismo, di un regolamento di conti, di una lite degenerata o di un attacco indiscriminato. Nessuna di queste ipotesi è stata finora confermata.
Gli organizzatori dell’”Aarau Rave” hanno affermato che la manifestazione è stata “oscurata da un grave evento” e che i servizi di emergenza sono stati immediatamente allertati. Anche Tekibo, uno dei DJ che si erano esibiti durante la serata, è intervenuto sui social definendo quanto accaduto devastante e osservando che “techno e rave dovrebbero essere un luogo di libertà e sicurezza”. Il musicista ha inoltre fatto riferimento alla perdita di una persona per lui importante. Gli investigatori sperano che l’esame delle tracce raccolte nell’area dell’ippodromo e soprattutto dei filmati forniti dai partecipanti possa consentire di definire meglio una vicenda della quale, a oltre dieci ore dagli spari, rimangono ancora sconosciuti gli elementi essenziali: chi abbia sparato, con quale arma, da dove e perché.
