Hockey: Tommaso De Luca, un giovane capitano valdostano ad Ambrì
Tommaso De Luca con la maglia della nazionale italiana
SPORT
di Davide Pellegrino  
il 04/09/2026

Hockey: Tommaso De Luca, un giovane capitano valdostano ad Ambrì

Il 21enne aostano promosso dal club ticinese che gioca nella massima serie svizzera: «Non ci speravo, quando l'ho saputo ho provato una forte emozione»

La nuova stagione agonistica di Tommaso De Luca è iniziata con il sorriso.

Il 21enne aostano che da anni gioca nella prestigiosa squadra ticinese è stato promosso capitano della formazione che si appresta a iniziare il suo cammino nella massima lega elvetica.

Una soddisfazione non da poco, sia per la giovane età dell’attaccante rossonero, sia per l’importanza che l’hockey ha nel paese rossocrociato, dove è uno degli sport nazionali e a ogni partita riempie i palazzetti con migliaia di tifosi.

Tommaso De Luca: «Non ci speravo, è un’emozione forte»

Tommaso, si aspettava la promozione a capitano della squadra?

«Assolutamente no. Onestamente speravo di poter indossare la A di assistente capitano, quando mi è stato comunicato che avrei indossato la C ho provato una forte emozione».

Diventare capitano a soli 21 anni di una piazza importante come Ambrì è più motivo di orgoglio o di responsabilità?

«Sono soprattutto orgoglioso di far parte di questo gruppo e avere la possibilità di esserne un leader mi carica anche della responsabilità positiva, quella che mi motiva, non quella che porta ansia».

Tommaso De Luca: «Rimango la persona positiva, propositiva e motivata di sempre»

Che caratteristiche deve avere un bravo capitano?

«Io credo che alla fine un capitano debba rimanere la persona che è sempre stata, autentico e trasparente con il gruppo. Nel mio caso rimarrò la persona positiva, propositiva e motivata, caratteristiche che mi contraddistinguono da sempre».

C’è un capitano, che ha avuto o che ha visto all’opera, al quale le piacerebbe ispirarsi?

«Ho avuto Daniele Grassi come capitano da quando sono in prima squadra ad Ambrì. Ho imparato tanto dalla sua etica del lavoro e dalla sua capacità di gestire i momenti più “bassi” della stagione per aiutare la squadra a rialzarsi più forte di prima».

Tommaso De Luca: «Questa squadra e questa città sono una seconda famiglia»

Ad Ambrì è cresciuto come giocatore e come uomo: cosa rappresentano per lei questa squadra e questa città?

«Gioco qui dalle giovanili, questa squadra e questa società sono diventate come una famiglia per me. Sono legato a questi luoghi, qui ho tanti legami affettivi».

Tommaso De Luca: «Con la nazionale avremmo dovuto avere più voglia di vincere»

L’ultima stagione è stata lunga e impegnativa, ricca di impegni anche a livello internazionale: qual è il suo bilancio?

«La stagione passata è stata molto impegnativa, sia a livello fisico che a livello mentale. Con l’Ambrì Piotta abbiamo vissuto un’annata con tanti bassi e pochi alti, mentre con la nazionale italiana è stata un’experience unica, sia per le Olimpiadi che per i Mondiali Senior in Top Division, due esperienze che mi porterò dentro per sempre. Forse avremmo dovuto avere più voglia di vincere e di dimostrare alle altre nazioni che anche noi possiamo competere a quei livelli. Ai mondiali potevamo fare sicuramente meglio e assicurarci il posto per la rassegna iridata del prossimo anno, mentre alle Olimpiadi penso che abbiamo portato a casa buoni risultati, pur non avendo vinto una partita».

Tommaso De Luca: «Voglio diventare un giocatore dominante sul ghiaccio»

L’Hockey Club Ambrì Piotta sta affrontando una profonda riorganizzazione societaria: che obiettivo vi ha posto la dirigenza?

«L’obiettivo della dirigenza è quello di creare un gruppo che lavori insieme, che condivida appieno i valori dell’Ambrì e che sappia unire l’energia dei giovani e l’esperienza dei veterani, lavorando tutti per ottenere al più presto risultati sul ghiaccio».

Personalmente che traguardi vuole raggiungere nella prossima stagione?

«Voglio portare la squadra alla vittoria ed essere un giocatore dominante sul ghiaccio».

Su cosa lavorerà in particolare per migliorare ancora?

«Devo ancora lavorare tanto, soprattutto sul piano fisico, in modo da rimanere intenso per tutti i 60 minuti della partita».

Tommaso De Luca: «Il progetto di Milano è una bella opportunità per i nostri giovani»

Edoardo Berti e Tommaso Madaschi, che come lei hanno iniziato nei Gladiators formandosi poi in Svizzera, sono tornati in Italia per giocare nella nuova franchigia di Milano che partecipa all’Ice Hockey League: cosa pensa di questo progetto che coinvolge anche suoi compagni di nazionale?

«Sono molto contento di questo progetto, è una bella soddisfazione sapere che in Italia l’interesse per l’hockey sia ancora vivo. La franchigia nata a Milano è sicuramente un’opportunità in più per tutti i giovani che fanno e hanno fatto sacrifici per anni per migliorarsi e crescere lontano da casa».

Lei gioca in un paese nel quale l’hockey è sport nazionale: a suo parere, quali passi si dovrebbero compiere in Italia per aumentare la visibilità dell’hockey?

«Secondo me stiamo andando nella direzione giusta. Le Olimpiadi in casa sono state una grande pubblicità, in questi mesi ho avuto più di una conferma che c’è ancora interesse attorno a questo sport che dà tante emozioni e appassiona sia chi lo pratica, sia chi lo segue».

Tommaso De Luca: «Il mio obiettivo finale è andare a giocare in Nord America»

Le Olimpiadi, che sono uno dei sogni di ogni atleta, le ha vissute da protagonista (per giunta in Italia): qual è il prossimo sogno che cercherà di raggiungere?

«Penso che il mio percorso di miglioramento sia ancora lungo. Non ho mai nascosto che il mio obiettivo finale è quello di andare a giocare in Nord America. Sto facendo passi avanti per raggiungerlo, ma so che la strada è ancora lunga».

(d.p.)

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