Aosta: l’atrio e lo scalone del vescovado ritrovano l’antico splendore
Il restauro restituisce splendore alla decorazione neoclassica realizzata nel Settecento dagli artisti ticinesi Michele e Alberto Albertolli
Aosta: l’atrio e lo scalone del vescovado ritrovano l’antico splendore.
Il restauro restituisce splendore alla decorazione neoclassica realizzata nel Settecento dagli artisti ticinesi Michele e Alberto Albertolli.
Restauro di atrio e scalone del vescovado
Le fasi del restauro sono state illustrate nella conferenza di presentazione nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 3 settembre, nel salone del vescovado ad Aosta.
Erik Lavevaz e il vescovo Franco Lovignana
«E’ dal giorno della mia ordinazione a vescovo della Diocesi che coltivo il desiderio di ridare dignità a questo piccolo scrigno. Passo dopo passo, non senza fatica, oggi riconsegniamo alla chiesa, alla città e alla Valle d’Aosta un bene prezioso che diventa nuovamente visibile in tutta la sua bellezza».
Lo ha sottolineato il vescovo Franco Lovignana riportando alla mente una foto ricordo della sua ordinazione il 18 dicembre del 2011 scattata nell’atrio del Palazzo vescovile che «mostrava un luogo solido ma con qualche accenno di degrado» ha raccontato Lovignana.
Per l’assessore alla Cultura Erik Lavevaz «tutelare il patrimonio culturale ecclesiastico è doveroso. La Diocesi è una delle istituzioni più antiche in Valle d’Aosta e ha sempre rappresentato un punto di riferimento della comunità. E’ un luogo vivo e centrale della nostra regione».
L’intervento ha permesso di recuperare la decorazione neoclassica realizzata circa 260 anni fa e legata alla presenza ad Aosta della famiglia Albertolli, una delle dinastie artistiche ticinesi che tra Settecento e Ottocento contribuirono in maniera rilevante alla diffusione del nuovo gusto classicista nell’Italia settentrionale.
(danila chenal)
