Cinema, Tropea Film Festival: Bova, Giallini e Sastri tra gli ospiti
Roma, 11 set. (askanews) – Presentata al Lido di Venezia, durante l’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, la quarta edizione del Tropea Film Festival, diretto da Emanuele Bertucci, che accenderà i riflettori sulla “Perla del Tirreno” dal 20 al 26 settembre. Sette giorni, tra proiezioni, incontri e premiazioni, dedicati alla settima arte, per una manifestazione che ha vissuto una costante crescita di interesse da parte del pubblico e media, anche internazionali.
Due sezioni di concorso, Lungometraggi e Cortometraggi, di cui sono stati annunciati i presidenti di giuria, rispettivamente Tiziana Rocca e Neri Parenti. Due omaggi, due retrospettive, due mostre dedicate. A 110 anni dalla nascita, sarà celebrato Raf Vallone, indiscusso divo del cinema, ma anche celebre calciatore e giornalista, nato proprio a Tropea. Raoul Bova sarà al festival per raccontare, in anteprima, un progetto a lui dedicato. A 100 anni dalla nascita, omaggio anche a Marilyn Monroe, tra immagini, pellicole e un’opera a lei dedicata dal Maestro Mimmo Rotella.
Tra gli ospiti già confermati, Marco Giallini, Madalina Ghenea, Lina Sastri, che porterà il suo esordio alla regia con “La casa” di Ninetta. E ancora la star giapponese Yutaka Mizutani, Mauro Fiore (Premio Oscar per la fotografia di “Avatar”), Margherita Spampinato (David 2026 miglior regista esordiente per “Gioia Mia”), Giorgio Marchesi, Luca Lucini, Gaia Messerklinger e Alexia Cozzi, che racconterà il set di “Blue” in cui interpreta la figlia di Rocco Siffredi, alla sua prima prova nel cinema “tradizionale”. Madrina di questa edizione l’attrice brasiliana Desirée Popper (“Mare fuori”, “Idoli – Fino all’ultima corsa” e “Tra amore e inganni”).
Il direttore Emanuele Bertucci ha dichiarato: “Presentare il Tropea Film Festival a Venezia ha per noi un significato particolare. Venezia è uno dei luoghi simbolo del cinema mondiale, Tropea è un luogo che il cinema può ancora contribuire a raccontare, trasformare e far conoscere. Non vogliamo organizzare semplicemente una settimana di proiezioni. Vogliamo costruire un Festival che lasci qualcosa quando le luci si spengono”.
