Casinò, ricavi in crescita ma utili dimezzati; Bellora: «si stanno ripetendo le cattive abitudini»
Dopo tre anni il presidente porta in Aula la relazione annuale sulla gestione del Casinò; Zucchi: «calato il silenzio sui fatti giudiziari legati alla gestione»
Ricavi in crescita, più clienti, ma un utile netto sensibilmente più basso e costi del personale aumentati di 2,4 milioni di euro. Sono i numeri del Casinò de la Vallée nel 2025, primo esercizio successivo alla conclusione del percorso concordatario, che hanno acceso il confronto in Consiglio Valle durante l’esame della relazione annuale sulla gestione della casa da gioco.
Numeri che per il presidente della Regione Renzo Testolin raccontano una gestione che continua a crescere, mentre per le opposizioni rappresentano un campanello d’allarme, soprattutto per l’aumento dei costi del personale.
In particolare il consigliere Corrado Bellora (Lega Vda) avverte: «è un indizio che si stanno riprendendo le cattive abitudini».
I numeri di Testolin
Il presidente della Regione, Renzo Testolin
A presentare il quadro è stato il presidente della Regione Renzo Testolin, secondo il quale il calo dell’utile non sarebbe il risultato di un peggioramento della gestione. Nel 2025, ha spiegato, la società ha proseguito la strategia di crescita e ha confermato la propria capacità di produrre ricavi, occupazione e opportunità per il territorio.
Il dato più evidente riguarda i ricavi della gestione, arrivati a 78,98 milioni di euro, in aumento rispetto al 2024. La crescita ha interessato sia l’attività di gioco sia i servizi alberghieri. È aumentato anche il numero dei nuovi clienti di gioco, che Testolin ha ricondotto principalmente alla maggiore concessione del credito.
A fronte di questi risultati, però, l’utile netto è diminuito rispetto all’esercizio precedente. Testolin ha spiegato che la riduzione è legata a tre fattori: l’assenza di alcune componenti straordinarie positive presenti nel bilancio 2024, tra cui circa 4,2 milioni di euro di proventi non ricorrenti derivanti dal rilascio di fondi rischi; l’incremento dei costi di gestione, con 2,4 milioni di euro in più per il personale; e i maggiori investimenti, pari a circa 1,3 milioni, destinati alla promozione dell’attività di gioco.
Al 31 dicembre 2025 il Casinò contava complessivamente 447 dipendenti, 336 nella casa da gioco e 111 nei servizi alberghieri.
Per Testolin, quindi, il bilancio va letto nel suo complesso. La società, ha sostenuto, è uscita dal percorso concordatario in una situazione migliore rispetto alle aspettative iniziali, riuscendo anche a effettuare pagamenti superiori a quelli previsti dal piano. Ora, secondo il presidente, servono nuovi equilibri e un rilancio sul fronte dell’infrastrutturazione, con la nuova governance chiamata a lavorare anche sulla ristrutturazione aziendale.
Zucchi: «calato il silenzio sui fatti giudiziari legati alla gestione»
I consiglieri di Fratelli d’Italia Massimo Lattanzi e Alberto Zucchi
Una lettura molto diversa è arrivata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi, che contesta innanzitutto il fatto che per tre anni la relazione sulla gestione non sia stata sottoposta al Consiglio regionale, «sulla base di una motivazione collegata alla procedura concordataria. Ribadiamo la nostra contrarietà rispetto a tale interpretazione».
Inoltre, aggiunge Zucchi, «Ci stupiamo che sia calato silenzio assoluto su fatti evidenti tuttavia legati alla gestione, avvenuti fine 2025, fatti che ineriscono la gestione».
«Alla data della trasmissione della relazione erano già documentati un’indagine riguardante anche l’esercizio 2025, criticità interne, modifiche procedurali, un rilevante accantonamento contabile e una serie di provvedimenti giudiziari relativi all’amministrazione della società, mentre la documentazione societaria ne aveva già dato conto».
«La questione da sottoporre al Consiglio non è quindi quella di anticipare giudizi sull’indagine, ma di verificare se l’informazione fornita dalla Presidenza sia stata completa, coerente con il perimetro dell’articolo 8 e adeguata al ruolo del Consiglio regionale quale destinatario della relazione. E noi non la consideriamo tale».
Bellora: «si stanno riprendendo le vecchie abitudini»
Il consigliere Corrado Bellora (Lega Vda)
È soprattutto sulla lettura dei numeri che si è concentrato l’intervento di Corrado Bellora, che mette in relazione i diversi indicatori del bilancio.
Il consigliere ha riconosciuto l’importanza del percorso concordatario, ma ha sottolineato come «nel primo anno in cui il Casinò si trova a camminare sulle proprie gambe, dimezza gli utili».
A preoccupare il consigliere è soprattutto l’aumento di 2,4 milioni di euro del costo del personale.
Bellora ha richiamato la storia della casa da gioco e le difficoltà legate, in passato, alla crescita dei costi e dell’organico. Da qui il timore che possano riaffacciarsi quelle che ha definito le «cattive abitudini» della gestione precedente, «una fabbrica di incarichi, prebende, assunzioni per amici di amici».
«Non vorrei partecipare all’elogio del fallimento» dice, invitando la maggioranza a prestare «massima attenzione» alla casa da gioco.
Il punto, dice Bellora, non è mettere in discussione il valore del Casinò, ma evitare che la crescita dei costi del personale finisca per erodere la capacità dell’azienda di produrre utili.
Bellora richiama inoltre altri elementi che, a suo giudizio, meritavano di essere affrontati nella relazione: l’inchiesta giudiziaria successiva alla chiusura dell’esercizio, il cambio della governance e la scelta del nuovo consiglio di amministrazione, «la sensazione è quall di una lottizzazione: una componente dell’Uv, una del Centre autonomiste e una di Forza Italia».
«Se aggreghiamo dati numerici, inchiesta penale, amministrazione giudiziaria, cambio di governance, mi pare che non ci sia molto da stare allegri».
Carrel: «Attenzione al credito concesso ai giocatori»
Marco Carrel, Pour l’Autonomie
Solleva dubbi anche da Marco Carrel (Pur l’Autonomie), che indica due aspetti da approfondire. Il primo riguarda i circa 430 mila euro di incentivo all’esodo riconosciuti a 25 dipendenti e la possibilità, da verificare, che alcune delle persone interessate siano successivamente rientrate nella casa da gioco con altre forme contrattuali.
Il secondo riguarda invece proprio l’aumento dei nuovi clienti legato alla maggiore concessione di credito. «Se per avere nuovi clienti dobbiamo lavorare sulla concessione del credito, aiuto» osserva, chiedendo approfondimenti sull’attività dell’ufficio Fidi.
Carrel chiede inoltre di comprendere meglio il dato relativo alla crescita del 30% delle attività alberghiere, per capire quanto sia determinato da una reale crescita della clientela e quanto da eventuali rapporti interni tra Casinò e struttura alberghiera.
Marguerettaz: «il Casinò per noi è un grande valore, abbiamo sempre tutelato questo bene»
«Per noi, per l’amministrazione regionale il Casinò è un grande valore e se oggi possiamo immaginare di dare continuità all’azienda e continuare a pagare gli stipendi, è perché negli anni sono state fatte azioni che hanno tutelato questo bene» interviene il consigliere Aurelio Marguerettaz.
Marguerettaz punzecchia: «Secondo il collega Bellora sarebbe merito della Giunta estiva della Lega, il merito del fatto che il Casinò esista ancora!».
«Ricordo che la prima proposta di concordato era stata bocciata e se oggi possiamo continuare ad avere questa azienda, è perché negli anni sono state messe in campo azioni che hanno consentito di tutelare questo patrimonio. Non sarà, infatti, sfuggito a nessuno che nella relazione del Presidente Testolin, è stato detto che sono stati pagati tutti i debiti. Ciò significa che abbiamo realizzato un concordato da record».
«Credo, quindi, che l’approccio nei confronti della casa da gioco dovrebbe essere più sobrio, meno orientato alla polemica politica. Dovremmo ragionare su un bene che rappresenta un valore per l’Amministrazione perché dà lavoro a centinaia di persone, offre l’opportunità di realizzare iniziative di promozione turistica e può essere uno strumento importante per lo sviluppo del territorio».
La replica di Testolin
A chi ha letto nei numeri segnali di un ritorno al passato, Testolin ha risposto invitando a distinguere l’aumento del costo del personale dovuto agli incrementi contrattuali dalle eventuali dinamiche di crescita dell’organico.
Per il presidente, parlare di utile «dimezzato» come elemento di allarme sarebbe una semplificazione che non rappresenta, nel suo complesso, la situazione del Casinò.
Il bilancio, ha sostenuto, mostra una realtà con margini di crescita e con un andamento degli incassi che nel 2026 si sta assestando su livelli ancora considerati interessanti.
(erika david)
