«Connessi a nessuno»: il Corecom mette sotto esame il rapporto tra minori e smartphone
La nuova campagna del Corecom Valle d’Aosta coinvolge tre fasce d’età, dai 3 ai 16 anni e lancia l'appello "vivi offline"
Uno smartphone può calmare un bambino, isolare un ragazzo o diventare una presenza costante nella vita di un adolescente. Ma dietro uno schermo ci sono età, bisogni e rischi diversi. È da questa consapevolezza che nasce la nuova campagna del Corecom Valle d’Aosta dedicata alla tutela dei minori e a un uso più consapevole delle tecnologie digitali.
La campagna, che si svilupperà nell’arco di due anni, prosegue il percorso di educazione digitale già avviato dal Corecom nelle scuole valdostane e porta il tema anche negli spazi della quotidianità, con una serie di manifesti affissi ad Aosta. Tre le fasce d’età individuate: dai 3 ai 6 anni, dai 7 ai 12 e dai 13 ai 16. Per ciascuna, un messaggio e un diverso punto di osservazione sul rapporto con lo smartphone.
«Il telefono calma in fretta, ma non insegna»
Per i più piccoli il messaggio punta sul confine tra la risposta immediata offerta dallo schermo e le esperienze necessarie alla crescita. «Il telefono calma in fretta, ma non insegna» richiama l’importanza della scoperta, del movimento e delle relazioni reali, chiamando in causa soprattutto il ruolo degli adulti nelle scelte quotidiane.
«La solitudine è servita»
Per la fascia tra i 7 e i 12 anni il tema diventa quello del tempo e dell’attenzione. Essere insieme fisicamente non significa necessariamente condividere davvero un momento: l’uso dello smartphone può infatti sottrarre attenzione alle persone e alle relazioni. «La solitudine è servita» è la provocazione scelta dal Corecom per invitare famiglie e ragazzi a interrogarsi sulle proprie abitudini.
«Visibili a tutti, connessi a nessuno»
Con gli adolescenti il focus si sposta sulla presenza digitale e sulla qualità delle relazioni. «Visibili a tutti, connessi a nessuno» mette in scena il paradosso di ragazzi vicini fisicamente ma separati dall’uso individuale dello smartphone, aprendo una riflessione sulla distanza che può crearsi anche quando si è apparentemente sempre connessi.
«L’educazione digitale è oggi una parte fondamentale dell’educazione alla cittadinanza e non può essere affidata soltanto ai ragazzi», sottolinea la presidente del Corecom VdA, Elena Boschini. Per affrontare il tema, aggiunge, «richiede la presenza e la consapevolezza degli adulti, a partire dalla famiglia e dalla scuola».
La scelta di articolare la campagna su due anni nasce proprio dall’intenzione di dare continuità al lavoro di sensibilizzazione. L’obiettivo è costruire nel tempo una maggiore consapevolezza non soltanto sui rischi, ma anche sulle opportunità offerte dal mondo digitale, coinvolgendo l’intera comunità educante nella tutela dei minori.
(re.aostanews.it)
