Addio a Cesare Balbis, gigante del volo in montagna e “papà” dell’altiporto di Chamois
Balbis, 92 anni, si è spento sabato mattina nella sua casa di Aosta. Tra i pionieri del volo in montagna, ha condito la sua grande passioni con magnifiche fotografie e libri. I funerali lunedì alle 14.30 a Santo Stefano
Si è spento sabato mattina nella sua casa di Aosta Cesare Balbis, 92 anni, uno dei pionieri rossoneri (e non solo) del volo in montagna.
Pilota, imprenditore, nonno, ma anche grande appassionato di fotografia e autore di numerosi libri, Cesare Balbis ha legato indissolubilmente il suo nome al volo, all’aria, alla libertà.
Cesare Balbis, una vita dedicata al volo
Cesare Balbis era nato a Bengasi, in Libia, da genitori aostani, il 21 ottobre del 1934.
Cesare Balbis alla sua festa dei 90 anni
Ma è alla sua attività nei cieli che deve la grande fama alle nostre latitudini, visti gli oltre 50 anni ai esperienza, che l’hanno portato ad accumulare oltre 9.000 ore di volo, tutte senza autopilota, e 8.000 atterraggi in montagna.
Socio dell’Aero Club d’Italia dal 1958, Cesare Balbis, nel 1971, era stato anche presidente e socio fondatore della prima prima Associazione di piloti di montagna in Italia.
Il suo percorso era però iniziato prima, tanto che già nel 1960 aveva ottenuto il breveto di primo grado, seguito nel 1962 da secondo grado e volo a vela e nel 1967 da terzo grado con ufficiale di rotta di seconda classe, per poi divenire, nel 1968, istruttore di volo a vela e volo a motore.
Nel 1969 era arrivata anche la collaborazione con la francese Air Alpes per la formazione di piloti professionisti.
Nel frattempo, nel 1964, insieme a Corrado Gex, Cesare Balbis aveva costituito Aer Aosta, la prima società aerea italiana di trasporto pubblico di passeggeri in alta montagna, partecipando anche a soccorsi aerei in quota.
Dal suo genio e dalla sua passione era nata anche la costruzione del primo altiporto italiano, quello di Chamois, realizzato nel 1967.
Cesare Balbis e il curriculum sportivo
Divenne istruttore di volo in montagna nel 1973, coronamento di una carriera incredibile sfociata anche nel settore sportivo.
Balbis, infatti, ha preso parte a ben 15 campionati Italiani di volo a vela, ottenendo vittorie e due quarti posti assoluti, risultati che nel 1975 lo hanno portato al settimo posto in classifica nazionale.
Al suo attivo anche un campionato europeo, ad Anger nel 1973.
Nel settore del volo sportivo a vela, Cesare Balbis aveva anche preso parte a importantissime manifestazioni: Austriaglider nel 1984, Americanglider in Nevada nel 1990, Anwaide in Germania nel 1979 e tre edizioni della coppa del mondo di volo alpino in Francia. Ha volta anche oltreocean, (Argentina, Florida e Australia su tutte), superando ben nove record italiani.
Per non farsi mancare nulla, Balbis aveva cominciato con gli atterraggi sui ghiacciai nel 1964, raggiungendo poi tutti i ghiacciai dell’arco alpino, fino ad approdare nel 1988 al Circolo Polare Artico Norvegese.
Nel 2012, poi, Cesare Balbis è stato anche nominato presidente del Panatholon Club.
Cesare Balbis tra lavoro, foto, libri e passioni
Ma Cesare Balbis era anche tanto altro.
Imprenditore nel mondo dell’elettronica, aveva dato vita a Glamox, pioniere del genere in località Amérique.
Fotografo e scrittore appassionato, ha sfornato una lunga serie di pubblicazioni, cominciate nel 1975 con I Monti dal cielo, che aveva ottenuto il premio Bancarella Sport.
A seguire, altri capolavori del genere, come Valle d’Aosta dal Cielo (1991), Angoli della Mia Valle (2008), Aquile dei Ghiacciai (2009), All’ombra dei Monti Gemelli (2012), Massiccio del Monte Bianco (2015).
Nel 2016, poi, aveva dedicato “Il pioniere del volo in montagna” a Corrado Gex.
Le sue splendide foto dall’aereo sono comparse anche in numerosi libri e riviste.
Al suo attivo, Cesare Balbis, ha avuto anche una ricca collaborazione con l’Istituto Geografico De Agostini e la Rai.
Cesare Balbis lascia la moglie Edda Grange e le figlie Flavia, Cinzia e Paola.
I funerali saranno celebrati lunedì alle 14,30 nella chiesa di Santo Stefano ad Aosta.
(re.aostanews.it)
