Lega VdA, bocciato un ordine del giorno sulla sicurezza; per Testolin è «irricevibile»
Il gruppo cita la recrudescenza di episodi di microcriminalità e chiede di destinare risorse per le azioni necessarie a potenziare il presidio del territorio
Lega VdA, bocciato un ordine del giorno sulla sicurezza; per Testolin è «irricevibile».
Il consigliere leghista Corrado Bellora ha esordito così: «La Giunta fa grandi circonlocuzioni ma alla fine il succo è sempre lo stesso: ritirate l’ordine del giorno o altrimenti di asterremo». Ha poi illustrato la richiesta di potenziamento dei sistemi di controllo e prevenzione.
«È noto a tutti che c’è stata una recrudescenza degli episodi di microcriminalità. Il problema esiste ed è serio» scandisce Bellora che tira in ballo quanto accaduto al Comune di Aosta dove «la vicesindaca Valeria Fadda ha detto che sulla questione della sicurezza ”serve che ognuno faccia la propria parte”. Ora io presumo che Forza Italia non la smentirà dunque invitiamo la giunta regionale a fare la propria parte».
La risposta
Il presidente Renzo Testolin ha replicato: «L’approccio è stimolante. L’odg è irricevibile nelle tematiche che propone (le funzioni prefettizie tirate in ballo ndr). Le richieste formulate non sono tra i compiti della Giunta. Esistono due norme regionali che danno la possibilità di attivare dei percorsi condivisi tra Enti locali e Regione per l’implementazione dei sistemi di sicurezza».
La replica
Bellora: «Chiedevamo molto banalmente di stanziare dei quattrini per aiutare i Comuni che si trovano a confrontarsi con i fenomeni che mettono a rischio la sicurezza pubblica. Avete perso un’occasione».
L’impegnativa
L’ordine del giorno impegnava il governo regionale «a concordare con gli enti locali, in sede di Consiglio permanente degli enti locali, le azioni necessarie a potenziare il presidio del territorio, destinando risorse regionali al rafforzamento degli organici dei corpi di Polizia locale, agli impianti di videosorveglianza, al potenziamento dell’illuminazione pubblica e agli interventi di riqualificazione delle aree degradate del capoluogo e dei principali centri».
E ancora: «a promuovere, nell’ambito delle funzioni prefettizie esercitate dal Presidente della Regione, la stipulazione di patti per la sicurezza urbana con i Comuni interessati»
(da.ch.)
