Accesso allo sport ad Aosta: contano i meriti o le “raccomandazioni”?
di Luca Mercanti  
il 27/09/2026

Accesso allo sport ad Aosta: contano i meriti o le “raccomandazioni”?

Lettera di Nando Stati, ex calciatore e allenatore di calcio

Gentile direttore,

i messaggi che vengono costantemente diffusi nella nostra Regione — specialmente in campagna elettorale — dipingono lo sport come una priorità assoluta, un motore di benessere e salute pubblica, sia a livello amatoriale sia agonistico. Sul piano agonistico, d’altronde, i fatti parlano chiaro: migliaia di appassionati valdostani seguono con calore le diverse specialità, orgogliosi dei campioni locali che, con le loro imprese nazionali e internazionali, danno lustro alla Valle d’Aosta.

In qualità di ex calciatore e allenatore, non posso però fare a meno di notare il profondo divario tra la retorica politica e la realtà dei fatti.

In passato, il seguito dell’Aosta Calcio muoveva masse imponenti di tifosi e la priorità assoluta per l’utilizzo del mitico campo “Puchoz” spettava di diritto alla squadra cittadina, in virtù del suo ruolo e della sua categoria. Oggi la storia sembra ripetersi sul campo, ma non nei palazzi della politica. Quest’anno il Centro Giovani Calciatori Aosta (CGC Aosta), guidato da Giulio De Ceglie, ha conquistato la promozione nel campionato di “Promozione”. Si tratta della categoria calcistica più elevata nella città di Aosta, un traguardo che rievoca i fasti del passato e riaccende l’entusiasmo dei tanti tifosi del calcio locale.

Di tutt’altro avviso sembra essere l’Amministrazione Comunale di Aosta. Nella gestione e assegnazione dei campi sportivi, il Comune ha adottato criteri che appaiono (dall’esterno) iniqui e fin troppo accondiscendenti verso i soliti “amici”. Un esempio lampante? All’attuale Presidente della società “Aosta 511” è stato affidato l’intero impianto di Mont Fleury e l’uso parziale del campo Polivalente ex rugby, ora denominato Dal Monte. Al contrario, alla squadra di De Ceglie, nonostante lo straordinario successo sportivo e il salto di categoria, è stato concesso solo l’uso parziale dello stesso campo Dal Monte (ex rugby).

I dirigenti comunali sembrano giustificare questa disparità definendola una “situazione provvisoria”, nata dopo che la gara per la gestione degli impianti, scaduta lo scorso giugno, è andata deserta. Una risposta che reputo puramente elusiva.

La realtà sembra purtroppo un’altra ed è sotto gli occhi di tutti: la politica, persino nello sport, continua a privilegiare gli equilibri di coalizione e le vicinanze personali. Tutto questo a discapito del merito sportivo e dell’impegno volontario di centinaia di persone che lavorano ogni giorno per offrire reali opportunità ai nostri giovani.

Nando Stati

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