Cogne Acciai Speciali, la richiesta dei sindacati: «il Governo intervenga su energia e dazi»
Al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'azienda ha presentato il nuovo piano industriale; Fiom critica: «incontro non esaustivo senza cifre né investimenti»
Cogne Acciai Speciali, la richiesta dei sindacati: «il Governo intervenga su energia e dazi».
Al ministero delle Imprese e del Made in Italy si è tenuto oggi, martedì 29 settembre, l’incontro per la presentazione del nuovo piano industriale della Cogne.
L’azienda ha illustrato le criticità del settore siderurgiche che paga i dazi imposti dagli Stati Uniti e il caro energia.
Il commento di Fim Cisl
I rappresentanti di Fim Cisl
«Apprezziamo il metodo e la trasparenza con cui l’azienda ha presentato il piano, senza nascondere i rischi che potrebbero verificarsi qualora non vengano messe in campo, a livello di sistema Paese, quelle “condizioni abilitanti” indispensabili per accompagnare la transizione del settore siderurgico» ha commentato il segretario nazionale di Fim Cisl Valerio D’Alò -.
L’accordo di secondo livello
Intanto, prosegue il percorso per rinnovare l’accordo di secondo livello.
Secondo Fim Cisl, lo stato delle relazioni industriali procede in modo positivo.
«Il percorso per il rinnovo dell’accordo di secondo livello sta procedendo in modo costruttivo e nei tempi che ci eravamo prefissati. È fondamentale, inoltre, che il sistema di welfare aziendale – che storicamente rende la Cogne una parte integrante e vitale del territorio valdostano – rimanga un asse portante del piano, con chiari obiettivi di ulteriore implementazione e miglioramento».
Fim Cisl assicura l’impegno nel monitorale in percorso e discutere dei dettaglio del Piano industriale.
«In particolare, bisogna fare piena luce sul futuro produttivo dello stabilimento: ci aspettiamo che dalla casa madre di Taiwan arrivino obiettivi chiari e garanzie per il sito di Aosta, sia in termini di tipologia di prodotto che di volumi e quantità» scrive Fim Cisl in una nota.
«La Cogne Acciai Speciali di Aosta rappresenta un’eccellenza assoluta nella produzione di acciaio e per questo chiediamo con forza che il Governo e lo Stato facciano il possibile, attraverso politiche industriali mirate, per tutelare questo patrimonio, garantendo la continuità produttiva e salvaguardando quell’alta qualità che fino ad oggi ha premiato l’azienda e le straordinarie professionalità dei lavoratori».
Il commento di Uilm Valle d’Aosta
Soddisfatti per aver ricevuto informazioni sulle condizioni di contesto e di mercato nelle quali opera la Cogne Acciai Speciali anche il segretario nazionale Uilm Guglielmo Gambardella e il segretario Uilm VdA Gabriele Belmonte.
« È stato importante aver ricevuto la conferma della volontà di voler continuare a investire su processi, prodotti e competenze e il mantenimento occupazionale» hanno dichiarato Gambardella e Belmonte.
Le richieste di Uilm VdA
«Le iniziative annunciate dall’azienda devono però tradursi in un piano industriale con obiettivi precisi e misurabili nel tempo per il recupero della competitività. Non accetteremo che esso sia ottenuto partendo dal costo del lavoro – spiegano -.
Anzi, crediamo che il rilancio dell’acciaieria valdostana possa essere realizzato con la valorizzazione delle competenze e delle professionalità presenti in azienda. Nel prossimo incontro, ci aspettiamo si possa riprendere il confronto sulle prospettive industriali, con elementi di dettaglio, quantitativi e qualitativi».
La posizione di Fiom Cgil
«L’incontro di oggi al Mimit non è stato esaustivo. Cogne Acciai Speciali ha illustrato la situazione attuale e presentato alcune linee guida del piano industriale, ma senza fornire numeri né indicare ulteriori investimenti concreti. Secondo quanto comunicato dall’azienda, i contenuti del piano dovranno essere definiti entro la fine dell’anno. Resta forte la nostra preoccupazione: non possono essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare due volte la crisi, prima attraverso il peso delle bollette e del crescente costo della vita, poi in azienda con il ricorso agli ammortizzatori sociali e la messa in discussione della contrattazione integrativa» si legge nella nota diffusa da Fiom Cgil.
Dopo gli scioperi di luglio, il confronto in sede aziendale è ancora aperto.
«Abbiamo chiesto che prosegua sia sul piano industriale sia sulle condizioni di lavoro, con risposte concrete sul futuro produttivo e occupazionale.
Al Governo abbiamo ribadito che, senza risposte al peggioramento della situazione generale, le imprese impegnate in produzioni strategiche rischiano di affrontare i problemi con soluzioni ‘fai da te’, scaricandone i costi sulle lavoratrici e sui lavoratori» hanno commentato il coordinatore nazionale Fiom Cgil settore Siderurgia Loris Scarpa e il segretario generale Fiom Valle d’Aosta Paolo D’Auria.
«Occorre intervenire sui costi dell’energia e affrontare la crisi con una visione di sistema: servono politiche europee per l’energia e per l’industria. La situazione è preoccupante e richiede risposte».
(re.aostanews.it)
