Rainbow flag con svastica, i Radicali chiedono al vescovo una presa di distanza netta
«La Chiesa condanni anzichè minimizzare» chiedono i Radicali che condannano anche il silenzio delle forze politiche valdostane
Rainbow flag con svastica, i Radicali chiedono al vescovo una presa di distanza netta.
Non si placano le reazioni di sdegno dopo la pubblicazione di un’immagine nella quale quattro rainbow flag disegnano una svastica centrale, da parte di Gilbert Turcotti, segretario del vescovo.
«Fatto di una gravità intollerabile»
«Quanto pubblicato dal segretario del Vescovo di Aosta è di una gravità intollerabile.
Accostare il Pride alla svastica nazista è un’equiparazione aberrante, tanto più considerando che nei lager proprio le persone LGBTQ+ venivano contrassegnati con il triangolo rosa» scrivono in una nota il segretario di Radicali Italiani Filippo Blengino e il componente del Comitato nazionale di Radiacali Italiani e dell’Assemblea nazionale di +Europa Flavio Martino.
«La Chiesa condanni anzichè minimizzare»
«Sconcerta la scelta del Vescovo di liquidare l’accaduto come parere personale.
Ci aspettiamo una presa di distanza inequivocabile e una seria valutazione dell’accaduto. La Chiesa, storicamente, non è stata estranea alla cultura della discriminazione delle persone omosessuali contro cui ancora oggi i Pride rivendicano libertà e uguaglianza. È una ragione in più perché il Vescovo di Aosta, come altre figure del clero hanno saputo fare con ben altra sensibilità, condanni anziché minimizzare.
«Grave il silenzio delle forze politiche valdostane»
«Grave, infine, il silenzio delle forze politiche valdostane: davanti a un episodio simile, tanta cautela restituisce l’immagine di una politica ancora subalterna al potere clericale in un Paese laico» hanno commentato Filippo Blengino e Flavio Martino.
(re.aostanews.it)
