Sanità: il Cdm impugna una legge della Regione VdA su stanziamenti all’azienda Usl
Bocciata la richiesta di autorizzazione del Bilancio Previsionale Ausl entro il 28 febbraio 2027 invece che al 31 dicembre 2026
Sanità: il Cdm impugna una legge della Regione VdA su stanziamenti all’azienda Usl.
Bocciata la richiesta di autorizzazione del Bilancio Previsionale Ausl entro il 28 febbraio 2027 invece che al 31 dicembre 2026.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Valle d’Aosta n.13 del 23/07/2026 in materia di “Disposizioni urgenti per assicurare la regolare erogazione e la qualità dei livelli essenziali di assistenza (LEA) nel sistema sanitario regionale e ulteriori interventi in materia di politiche sanitarie e sociali. Modificazioni di leggi regionali”, in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale nelle materie dell’armonizzazione dei bilanci pubblici e del coordinamento della finanza pubblica, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma della Costituzione. E’ quanto si legge nel comunicato finale del Cdm.
Le spiegazioni
L’impugnativa secondo quanto riferito dall’assessore alla Sanità Carlo Marzi fa riferimento allo slittamento a febbraio 2027 del bilancio previsionale dell’azienda Ausl. Spiega l’assessore: «Nelle interlocuzioni delle ultime settimane con lo Stato, abbiamo presentato, insieme alla Presidenza, le motivazioni per le quali abbiamo chiesto di autorizzare il Bilancio Previsionale Ausl entro il 28 febbraio 2027 invece che al 31 dicembre 2026. Noi, per la nostra specificità statutaria, finanziamo con fondi regionali il nostro servizio sanitario pubblico». «Questa richiesta, temporanea e non ripetitiva, avrebbe consentito di fornire ad Ausl VdA il reale stanziamento finanziario per il 2027 perché entro dicembre 2026 verrà approvato il Bilancio Regionale e dunque il dato del trasferimento sarà reale e veritiero ai sensi dei principi di finanza pubblica espressi dal 118/2011».
La Regione non ha ancora deciso quale mossa fare: «Si vedrà. Noi restiamo convinti delle nostre legittime motivazioni» dice laconico Marzi.
(d.c.)
