La telecamera inquadra una privata abitazione: sanzione del garante della privacy al comune di Arvier
Il procedimento nasce dal reclamo presentato da una residente della località dell'alta Valle
Una sanzione di 4.000 euro al comune. Si è concluso così il procedimento nato da un reclamo di una residente di Arvier, che lamentava l’installazione di una «telecamera di videosorveglianza sulla pubblica via, con angolo di visuale impostato in maniera tale da riprendere anche la propria privata abitazione». Il provvedimento è stato reso pubblico nei giorni scorsi.
Sanzione del garante della privacy
Per il comune (che potrà saldare entro 30 giorni versando la metà della sanzione), l’impianto era stato installato ai fini di «prevenzione dei fenomeni di inciviltà urbana e di criminalità al fine di garantire l’incolumità delle persone negli edifici pubblici, nelle scuole, nei parchi, nelle aree verdi, nei parcheggi ed in altre aree comunali a rischio; controllo dell’ambiente, del territorio e delle aree sensibili; controllo della viabilità pubblico; tutela del patrimonio pubblico».
Secondo il Garante, «non avendo il Comune identificato una chiara e valida base giuridica del trattamento, dotata dei necessari requisiti di rango e qualità, in relazione a ciascuna finalità di trattamento di natura amministrativa perseguita mediante dispositivi di videosorveglianza in questione, deve concludersi che il trattamento dei dati personali degli interessati (filmati di videosorveglianza e numeri di targa dei veicoli in sosta) risulta posto in essere in maniera non conforme al principio di “liceità, correttezza e trasparenza”».
Per il Garante, poi, l’amministrazione avrebbe potuto ricorrere a soluzioni di «privacy masking» per oscurare le aree sensibili dell’abitazione privata. Tale accorgimento è stato predisposto solo successivamente all’apertura dell’istruttoria.
