Montagna: taglio del nastro sul Cervino per la nuova Capanna Carrel
È stata inaugurata a 3.830 metri di quota, lungo la Cresta del Leone, sulla via normale italiana di salita alla Gran Becca
La Capanna Carrel si rinnova.
È stata presentata giovedì mattina, alla Casa dello Sport di Breuil-Cervinia, la nuova struttura destinata a diventare un punto di riferimento per gli alpinisti impegnati sulla Cresta del Leone, la via italiana al Cervino tracciata da Jean-Antoine Carrel nel giugno 1865.
Capanna Carrel, il progetto
Il progetto, realizzato con risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit) e del programma Interreg Italia-Svizzera, ha attraversato diverse fasi: dalla presentazione iniziale nel 2017 alla ripresa del progetto nel 2023, dopo le difficoltà che ne avevano rallentato l’attuazione.
L’intervento, inizialmente concepito come una ristrutturazione della capanna esistente, è stato ripensato anche a causa delle condizioni geologiche del sito.
Capanna Carrel: fondazioni profonde e impianti telecontrollati
La nuova capanna, soprannominata «Villa Carrel», è stata progettata per coniugare sicurezza, funzionalità e rispetto dell’ambiente d’alta quota.
La struttura poggia su un sistema di fondazioni con pilastri in cemento e acciaio profondi circa 10 metri, studiati per contrastare le importanti sollecitazioni del vento e contribuire alla stabilità del sistema roccioso, in un contesto segnato dall’aumento delle temperature e dalla degradazione del permafrost.
L’accesso avviene dal piano inferiore, dove gli alpinisti possono togliere i ramponi prima di salire agli spazi superiori.
Una grande vetrata frontale e aperture più contenute valorizzano il panorama sul Cervino.
Particolare attenzione, nella nuova Capanna Carrel, è stata riservata alla gestione delle risorse: i reflui vengono raccolti e trasportati a valle, mentre un impianto fotovoltaico alimenta l’illuminazione e la radio di soccorso.
Gli impianti sono telecontrollabili da valle.
Un lavoro complesso, tra difficoltà finanziarie, ingegneristiche e ambientali, seguito nel tempo anche dall’ingegnere Grosjacques.
Una capanna che appartiene a tutti
Nel corso della presentazione, il presidente della Regione Renzo Testolin ha richiamato il valore della montagna per la Valle d’Aosta, non soltanto sul piano alpinistico, ma anche amministrativo e identitario.
La nuova struttura raccoglie l’eredità di un luogo che, dal 1969, rappresenta un riferimento internazionale per chi affronta il Cervino dalla parete italiana.
Il presidente della Società Guide del Cervino, Laurent Nicoletta, ha sottolineato il valore collettivo dell’intervento: «La capanna è di tutti! È della montagna, è della Valle d’Aosta».
La nuova struttura offrirà 25 posti letto.
Dal prossimo anno sarà necessario prenotare per il pernottamento.
Il futuro della vecchia Capanna Carrel
Entro l’inizio dell’estate 2027 è previsto lo smontaggio della vecchia Capanna Carrel, mentre si sta valutando come darle una nuova vita.
La sua storia è strettamente legata a quella dell’alpinismo sul Cervino.
Costruita a Torino per iniziativa del Club Alpino Italiano, fu trasportata a piedi e rimontata nel 1893 a 3.840 metri, lungo la Cresta del Leone, con il nome di Capanna Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi.
Nel 1968 lasciò il posto al bivacco Jean-Antoine Carrel.
Dopo i danni provocati dalle frane del 2003, venne smontata nell’estate 2004 e ricostruita a Cervinia, dove oggi è conservata come testimonianza della storia dell’alpinismo.
(Simone Cecchetto)
