Giornata mondiale del pane, Assipan: «Panificatori in difficoltà, si ascoltino»
L'associazione legata a Confcommercio, nella Giornata mondiale del pane, lancia l'allarme su costi sempre più insostenibili, che peraltro non possono essere scaricati completamente sui consumatori, visto che il pane è considerato un bene primario
Nella Giornata mondiale del pane, Assipan Confcommercio Valle d’Aosta lancia l’allarme e chiede alle istituzioni di ascoltare i panificatori e le loro grandi difficoltà.
Giornata Mondiale del pane: panificatori in difficoltà
Nella Giornata mondiale del pane, celebrata il 16 ottobre, Assipan Confcommercio non bada solamente a celebrare uno dei prodotti simbolo della cultura gastronomica italiana, ma prova a sensibilizzare tutti sulle grandi difficoltà che i panificatori affrontano ogni giorno.
La panificazione, in Italia, conta 20.720 imprese attive, che generano un fatturato di circa 8,4 miliardi di euro. Una filiera dal peso specifico fondamentale, ma che affronta gravi problemi e sempre maggiori difficoltà nel ricoprire il ruolo di presidio dei territori e servizio quotidiano alle comunità.
L’aumento dei costi di produzione e di gestione mette sotto pressione i bilanci dei panifici.
Allo stesso tempo, però, adeguare i listini non è così semplice, visto che il pane è percepito come bene primario e le famiglie sono particolarmente sensibili al prezzo.
Il problema è che l’aspettativa non può essere completamente assorbita dalla categoria. La tenuta economica è sempre più a rischio.
Assipan VdA, Michelon: «Ascoltare la categoria»
A lanciare un messaggio e una richiesta di aiuto è il presidente di Assipan Confcommercio Valle d’Aosta, Bruno Michelon.
«Celebrare il pane in Valle d’Aosta significa anche riconoscere il valore e l’impegno quotidiano di chi lo produce – spiega Michelon -. I panificatori valdostani continuano a svolgere il proprio lavoro con passione, serietà e senso di responsabilità, consapevoli dell’importanza di un alimento che rappresenta un elemento fondamentale della nostra tradizione e delle nostre tavole. Non possiamo però ignorare le difficoltà che il settore della panificazione sta affrontando, tra l’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e degli approvvigionamenti, che in un territorio montano come il nostro incidono in maniera particolarmente significativa. A queste problematiche si aggiunge la difficoltà, anche emotiva, di adeguare i prezzi di vendita del pane, cercando di non gravare ulteriormente sulle famiglie. È importante che queste difficoltà vengano ascoltate e comprese. Difendere il pane e la tradizione della panificazione valdostana significa anche garantire ai nostri panificatori le condizioni necessarie per continuare a produrlo, senza compromettere la sostenibilità economica delle loro attività».
(al.bi.)
