Aosta, nuovamente bocciata l'”iniziativa antifascista”
POLITICA & ECONOMIA
di rprodoti il
21/03/2018

Aosta, nuovamente bocciata l'”iniziativa antifascista”

La storia si ripete, o quasi. L’ordine del giorno proposto da Carola Carpinello per riportare in aula la “mozione antifascista” è stato ancora una volta bocciato. Carpinello ha potuto ripresentare l’iniziativa in Consiglio comunale a seguito dell’approvazione all’unanimità in Regione di una mozione molto simile, che di fatto vieta spazi e suolo pubblico per chi professa o pratica comportamenti fascisti. L’impegnativa della mozione presentata dal gruppo Mouv-Coalition Cytoienne lo scorso gennaio chiedeva inoltre che la risoluzione fosse «inviata ai Comuni, invitandoli ad adeguare i loro regolamenti».

Iniziativa bocciata

Ma il Comune di Aosta per il momento proprio non accetta di allinearsi ai regolamenti regionali, soprattutto se a riportare il tema in aula è parte della minoranza. Come per la bocciatura di dicembre in Comune, l’Uv si fa silenziosa e tutti si astengono a eccezione di Delio Donzel, che riconferma i suoi «valori antifascisti», e Nicola Prettico. Il Movimento 5 Stelle invece non ascolta nemmeno un minuto di dibattito: non appena la discussione prende il via i consiglieri Luca Lotto e Patrizia Pradelli si vestono ed escono dal Municipio. Altra assente è Giuliana Lamastra di Alpe, che a dicembre con la sua astensione aveva contribuito alla bocciatura della mozione presentata da AltraVda. A non votare è anche l’assessore di Stella Apina, Carlo Marzi: «L volta scorsa mi sono astenuto, questa volta non voto proprio, perché abbiamo una costituzione che già vieta di professare il fascismo e questa è solo una strumentalizzazione politica. Di fatto l’invito a ragionare nuovamente su questo tema sarebbe comunque arrivato dalla Regione. State tornando a perdere tempo e a farlo perdere a tutta la città, dando solo visibilità a certi partiti politici contrari».

I contrari

E infatti anche la Lega riconferma il suo netto no, con due ampi interventi che si basano sul ragionamento secondo cui «la Lega è demonizzata come razzista fascista e omofoba, mentre sono i partiti di sinistra a praticare atti di violenza fascisti in nome del pacifismo», dice Nicoletta Splegatti. Dello stesso parere Andrea Manfrin, secondo cui «non si devono prendere lezioni di democrazia da chi insulta e offende un arbitro di calcio», riferendosi a un episodio legato al consigliere Andrea Padovani, proponente della mozione in Regione a gennaio.

I favorevoli

Ha votato a favore dell’ordine del giorno il Pd compatto, Alpe, Carpinello ed Etienne Andrione, del gruppo misto di minoranza.

(sa.se.)

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