Uv: il presidente Lavevaz ribadisce il no a maggioranza a 18
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 07/11/2018

Uv: il presidente Lavevaz ribadisce il no a maggioranza a 18

Il comunicato inviato dopo le dimissioni dell'Ufficio di Presidenza, con Antonio Fosson in testa, e dell'assessore Chantal Certan

Il presidente dell’Union valdôtaine Erik Lavevaz ribadisce il no del Mouvement a una nuova maggioranza a 18. Lo fa in un comunicato a firma dell’intero Comité fédéral nell’ora che segue la fuga in avanti in Consiglio Valle. Per la prima volta nella storia valdostana, l’intero ufficio di presidenza ovvero l’organo istituzionale garante dei valdostani, si dimette. «Per rafforzare – sostengono i suoi componenti – il gesto dell’assessore alla Sanità Chantal Certan, dimissionaria».

Centralità ai movimenti

Ribadisce la centralità dei movimenti. «Le dimissioni dell’assessore alla Certan di oggi, oltre che dei componenti dell’ufficio di Presidenza del Consiglio, aprono di fatto la crisi. I Movimenti hanno il dovere di prendere in mano la situazione e cercare di risolvere la crisi partendo da un progetto politico serio, condiviso e soprattutto con contenuti che tornino a dare dignità alla politica».

Sottolinea. «La posizione dell’Union valdôtaine, anche a crisi aperta, non cambia, il Comité Fédéral ribadisce che la soluzione non debba e non possa essere la mozione di sfiducia costruttiva sottoscritta da 18 consiglieri».

Dialogo con Uvp e Alpe

Conferma l’asse con Uvp e Alpe. «L’urgenza per il Movimento rimane quello di cercare condivisione sul percorso federativo in particolare con Uvp e Alpe, un solido punto di partenza per un progetto politico concreto e di lungo termine che eventualmente possa anche essere una base per cercare di costruire un nuovo governo stabile alla Valle d’Aosta. Se questo non sarà possibile la parola dovrà tornare agli elettori».

Conclude. «È necessario che i Movimenti, in particolare le forze politiche che si trovano in maggioranza, escano da questa fase di ambiguità che ormai si protrae da un po’ di tempo». Dalla vicenda tuttavia traspare come movimenti ed eletti corrano su binari paralleli.

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