Piscina di Pré-Saint-Didier, Cgil: preoccupati per i 5 lavoratori
ATTUALITA'
di Luca Mercanti  
il 30/09/2019

Piscina di Pré-Saint-Didier, Cgil: preoccupati per i 5 lavoratori

Piscina di Pré-Saint-Didier, Slc Cgil preoccupata per i lavoratori.

La piscina è chiusa almeno fino a tutto il 2020 per lavori straordinari di competenza regionale e i 5 lavoratori sono stati trasferiti ad Aosta

Slc Cgil punta il dito contro la società Regisport, che gestisce le piscine regionali: «i lavoratori sono stati trasferiti senza rimborso – tuona Barbara Capelli (foto) -. I dipendenti sono costretti “temporaneamente” a farsi carico di 26 km all’andata (e 26 km al ritorno) che sommati a livello di tempo sono più di un’ora di viaggio, rimettendoci anche dei soldi. Questo comporta un aggravio per loro e per le loro famiglie. Sono cambiate delle condizioni di vita e questo sembra non interessare a nessuno a livello di dirigenza della società». 

Slc Cgil: cinque dipendenti nel limbo

Slc Cgil si dice «seriamente preoccupata per il futuro del personale e monitora costantemente la situazione. Ci sta a cuore il fatto che si cerchi di trovare una soluzione in breve tempo. Nessuno tra i vertici della società dice nulla ai dipendenti e questo non è corretto nei confronti delle persone che tutte le mattine si svegliano senza sapere che cosa ne sarà del loro futuro. Non è piacevole vivere con l’incertezza sul futuro lavorativo. Bisogna mettere i dipendenti in condizioni tali di recarsi sul posto di lavoro in maniera serena e non come sta accadendo ora in una situazione di incertezze».

Regisport respinge le accuse

«Non è vero che ai dipendenti non è stato comunicato nulla, anzi – sottolinea Maurizio Fea, responsabile delle piscine regionali per Regisport -. La piscina è chiusa per interventi straordinari e ai lavoratori è stata fatta la proposta, che hanno accettato, di lavorare ad Aosta fino alla riapertura dell’impianto di Pré-Saint-Didier. L’alternativa sarebbe stata il licenziamento».

«Per compensare il disagio, ai lavoratori sono state presentate due alternative, tra l’altro non dovute in base al contratto nazionale di lavoro. Prima: riconoscimento di un’ora in più di lavoro (una pagata senza essere lavorata) per 22 giorni al mese, ovvero circa 220 euro in busta paga. Seconda: rimborso di 8 euro a viaggio. Se si vuole definire questa incertezza per il futuro…», sottolinea l’avvocato di Regisport, Andrea Giunti.

(re.newsvda.it)

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