Fase 2: mobilità ciclistica potenziata per un futuro sostenibile
ATTUALITA'
di Danila Chenal  
il 22/05/2020

Fase 2: mobilità ciclistica potenziata per un futuro sostenibile

Di questo si è parlato in un incontro tra l'assessore ai Trasporti Bertschy e le associazioni

Fase 2: mobilità ciclistica potenziata per un futuro sostenibile. Il tema è stato al centro di un incontro tra associazioni, Comune di Aosta e l’Assessore ai trasporti Luigi Bertschy, insieme al Presidente della IV Commissione consiliare Giovanni Barocco. La bicicletta, quindi, vista non solo per l’attività ludico o sportiva, ma come un mezzo di trasporto sostenibile e sicuro per gli spostamenti.

Sempre più bici

L’assessore ha segnalato che sono possibili azioni immediate che possono rendere più agevole l’utilizzo della bicicletta. E,’ infatti, previsto di implementare il progetto che incentiva il recarsi al lavoro a piedi e con l’utilizzo della bicicletta al fine di estendere la buona pratica introdotta nei 5 Comuni della Plaine (Bouza-té), dove è già attivo, a tutto il territorio regionale.

Oltre alla programmazione degli investimenti previsti nel bilancio triennale 2020/22 che serviranno ad aumentare i km di piste ciclabili e i fondi per l’acquisto di biciclette è necessario fare un investimento ancora più importante: promuovere a tutti i livelli politiche a favore della mobilità sostenibile. A tal fine, l’assessorato ha predisposto la bozza di Piano regionale di mobilità ciclistica, già presentata al Cpel e in seguito inviata a tutti i portatori d’interesse, che definisce una prima visione organica ed unitaria della mobilità ciclistica regionale.

Un documento necessario e oggi, nella fase 2, ancora più importante viste le prescrizioni per l’utilizzo del trasporto pubblico; inoltre verranno attivate politiche per sostenere il mezzo pubblico e per favorire la mobilità ciclistica come alternativa, almeno per i tragitti più brevi, all’utilizzo dell’auto privata.

Le associazioni

Le associazioni hanno segnalato come i loro punti prioritari siano: la realizzazione di nuove regolamentazioni e/o infrastrutture “soft“ della mobilità attiva (pedonale e ciclabile) e l’introduzione di incentivi economici per il potenziamento di tale mobilità; il pieno mantenimento delle misure di equilibrio della mobilità per rendere appetibili ed efficienti le modalità alternative all’auto;

Il contenimento della domanda e dei picchi di mobilità lavorative e commerciali promuovendo in modo diffuso lo smart working, la differenziazione di orari delle attività economiche e del terziario e i sistemi di consegna a domicilio, privilegiando e incentivando quelli su bicicletta e car go bike; la realizzazione di campagne informative regionali per stimolare stili di vita basati su forme di mobilità attiva; il pieno ripristino dell’accessibilità e della funzionalità della pista ciclo-pedonale Lungodora.

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