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Pd: ”Non abbiamo usato fondi pubblici per pagarci la pensione”

Pd: ”Non abbiamo usato fondi pubblici per pagarci la pensione”

I tre consiglieri regionali ammettono l'errore amministrativo ma smentiscono di aver utilizzato i fondi a disposizione dei gruppi consiliari

«Non abbiamo distratto fondi pubblici ma abbiamo fatto un’operazione sbagliata dal punto di vista amministrativo». Lo ha sottolineato in conferenza stampa il segretario del Pd Raimondo Donzel. Il Partito democratico valdostano è finito nell’occhio del ciclone perché dal bilancio, aggiornato on-line da quattro anni e dettagliato per ogni voce di spesa, risulta che per pagare i contributi volontari per la pensione per i tre consiglieri regionali vengono utilizzati i soldi erogati ai gruppi consiliari. Spiega Donzel: «La voce relativa ai contributi Inps non è corretta ed è fuorviante. I contributi li paghiamo con i nostri soldi», spiega Donzel che ha puntualizzato: «Ognuno di noi versa al Partito dai 20 ai 25 mila euro all’anno e a questo abbiamo delegato il pagamento dei contributi previdenziali ma i soldi sono nostri e non del gruppo. Abbiamo commesso un errore». Insomma una questione di partita di giro. Di stupidaggine e ingenuità hanno parlato Carmela Fontana e Gianni Rigo che si sono rammaricati del fatto di «dare un’immagine non troppo limpida della politica».Sulla pubblicazione del bilancio on-line nessun passo indietro: «Abbiamo iniziato la battaglia sulla trasparenza quattro anni fa e continueremo con la pubblicazione delle spese».I tre consiglieri hanno annunciato che «l’intero fondo del gruppo consiliare resterà bloccato in attesa della nuova legge regionale sulla trasparenza. Alla fine del mandato, qualora non ci fosse una normativa, il gruppo lo restituirà alla Regione». Arriva anche il sì alla riduzione dei finanziamenti ai gruppi. Sulle spese – leggi motorino per la festa del Pd di Morgex, Festa della Calabria – il gruppo ha rivendicato il fatto che gli eventi sono legati alle attività del gruppo consiliari e ha detto di non temere una eventuale accusa di peculato. «Se la Procura disporrà un’indagine siamo pronti a spiegare».

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