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Savt industria: «forti preoccupazioni per le imprese e l’occupazione

Unico segnale positivo arriva dal comparto agro alimentare

Unico segnale positivo arriva dal comparto agro alimentare

Un ritratto a tinte scure, quello tratteggiato dal Savt Industrie che venerdì scorso ha esaminato la situazione industriale e occupazionale, evidenziando le difficoltà che permangono nel settore metalmeccanico, «le aziende maggiormente colpite dalla crisi strutturale rimangono quelle legate alla produzione di componentistica per auto – spiega il segretario Edy Paganin. Le prospettive di crescita annunciate dal Governo Monti non si sono concretizzate ma anzi hanno portato un aumento della disoccupazione. Pur riconoscendo come «nella nostra regione c’è stato un confronto costante con il Governo regionale per affrontare le pesanti riduzioni occupazionali del comparto industriale», le preoccupazioni rimangono. «Pur constatando positivamente la continuità aziendale della Verrès SpA – forti preoccupazioni rimangono per la nuova gestione diretta dell’Istituto Poligrafico Zecca di Stato che nei primi mesi del 2013 assumerà a tempo indeterminato solo 35 degli attuali 76 dipendenti». Situazione nebulosa anche per la Olivetti I Jet; «gli accordi sottoscritti in estate, dopo la messa in liquidazione della società, garantiranno la ricollocazione a tempo indeterminato di soli 120 lavoratori su 162». La Cogne Acciai Speciali rimane il nostro punto di riferimento per l’industria valdostana; anche in questo momento di grande difficoltà, a differenza di altre aziende siderurgiche italiane come Genova, Piombino e Taranto riesce a mantenere i livelli occupazionali con 1050 dipendenti anche a seguito dei recenti cali produttivi.
Sulla spending review, «non possiamo che valutare negativamente le ipotizzate modifiche che il decreto porterà alle aziende partecipate che applicano il contratto industria metalmeccanica». Una nota positiva arriva dalla tenuta del comparto agro-alimentare. Ancora punti interrogativi sul fronte delle trattative per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali per l’industria alimentare, gomma plastica e metalmeccanica, per i quali le associazioni datoriali ritengono troppo onerose le richieste avanzate dai rappresentanti sindacali.
(cinzia timpano)

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