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Courmayeur, Corio: «violata la sacralità della sala consiliare»

Courmayeur, Corio: «violata la sacralità della sala consiliare»

Il consigliere di minoranza punta il dito sull'iniziativa benefica Chef in Comune che ha portato a cena in municipio 98 persone in una settimana

Non è piaciuta al consigliere comunale Paolo Corio l’iniziativa “Chef in Comune” ideata dall’amministrazione comunale e organizzata tramite Csc, otto cene firmate dall’head chef del Belcanto di Lisbona, David Jesus, organizzate a scopo benefico per raccogliere fondi da devolvere a Food for Soul, l’organizzazione non-profit dello chef Massimo Bottura.

L’interrogazione

Con un’interrogazione discussa nella seduta consiliare di venerdì 7 aprile, Corio ha sottolineato la sua meraviglia «nell’utilizzo della sala consiliare -secondo me un luogo sacro- come ristorante, cosa estremamente criticabile e di dubbio gusto». Il consigliere ha chiesto, vista la mancanza di un regolamento che disciplini l’utilizzo della sala, sulla base di quali norme sia stata autorizzata questo tipo di manifestazione, quante serate, quante persone sono state coinvolte e a quanto ammontano gli incassi e i costi.

La risposta

Nella sua risposta il vice sindaco Massimo Sottile ha evidenziato l’enorme risonanza che l’evento ha avuto sui media internazionali (oltre 70 gli articoli di stampa cartacea, senza contare il web, 63 dei quali internazionali per un potenziale pubblico di milioni di persone) e che i costi (50 mila euro in tutto) siano stati di gran lunga inferiori rispetto al ritorno a livello di immagine per Courmayeur. Sottile ha spiegato che per la manifestazione è stata fatta regolare richiesta allo sportello unico per attività temporanea di somministrazione con ottenimento della Scia che ne autorizzava lo svolgimento. Le charity dinner sono state sette con 14 ospiti e una con 16 invitati dedicata ai media con ospite d’onore lo chef Massimo Bottura, per un totale di 98 ospiti, 90 dei quali paganti (otto produttori de Lo Matson che hanno prestato i loro prodotti sono stati invitati). Per 90 cene l‘incasso è stato di 20.454 euro, 11 mila dei quali, cioè quanto pattuito in fase di concertazione, sono stati devoluti a Food for Soul, la differenza di 9.454 euro è stata utilizzata per coprirei costi vivi dell’evento (ospitalità dello chef e della sua brigata, pulizie).

L’evento è costato 50 mila euro, 25 mila euro sono stati utilizzati per l’allestimento della sala (ideato da uno scenografo e studiato per essere riutilizzato sempre in ambito turistico e promozionale come ha sottolineato la sindaca Fabrizia Derriard) e la parte tecnica, gli altri 25 mila sono i costi dello chef, della brigata,  la strumentazione necessaria per implementare la dotazione della cucina della refeziona scolastica e per l’acquisto dei prodotti.

La replica

Non è soddisfatto il consigliere Corio e nemmeno d’accordo sull’utilizzo della sala consiliare. «Perché è stato fatto proprio in questo luogo?!» «Se l’evento ha incuriosito così tanto è stato proprio perché era ospitato nella casa comunale. Le normative sono state rispettate non vedo quel fosse l’impedimento» ha replicato Sottile. Secondo Corio a mancare è proprio una normativa che salvaguardi la sacralità della sala consiliare.

«La sacralità sta nel rispetto che le persone hanno di un luogo con i loro argomenti e comportamenti. In un momento cruciale in cui tutto ciò che amministrazione e pubblico è vissuto e inteso in modo pessimo, questa è stata una grandissima occasione per avvicinare i cittadini a un luogo che sentono e che vedono così lontano, il municipio è la casa di tutti e non trovo assolutamente che l’evento, che abbiamo fortemente voluto, sia stato dissacrante rispetto a questo luogo» ha concluso la sindaca Fabrizia Derriard.

(erika david)