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Rincari autostradali, minoranza rilancia la regionalizzazione

Rincari autostradali, minoranza rilancia la regionalizzazione

Sui rincari autostradali esprime forte preoccupazione anche il presidente di Cna Valle d'Aosta Salvatore Addario, secondo cui si tratta di «un gravissimo freno allo sviluppo della regione»

A un giorno dall’annuncio del ricorso al Tar da parte della società Rav arrivano le prime reazioni di Cna Valle d’Aosta e del gruppo consiliare Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée a proposito dei paventati rincari autostradali sulla tratta Aosta-Courmayeur.

Regionalizzazione unica strada possibile

«L’unica via d’uscita è la regionalizzazione della tratta Rav». Per il gruppo consiliare AC-SA -PNV questa è «l’unica radicale soluzione al caro tariffe» sull’Aosta-Courmeyur. Ieri, lunedì 12 marzo, la Rav ha annunciato un ricorso al Tar per richiedere un ulteriore incremento dei pedaggi del 28,43%, che concesso andrebbe a sommarsi a quello del 52,69% ottenuto lo scorso dicembre.

La regionalizzazione della tratta autostradale era già stata proposta nell’agosto del 2017 dall’allora presidente della Regione Pierluigi Marquis, che aveva annunciato la disponibilità di Gruppo autostrade per l’Italia a cedere le quote di maggioranza. Per i consiglieri del gruppo Stella Alpina-Pour Notre Vallée- Area Civica «a legislazione vigente l’unica via di uscita è quella di acquisire la completa titolarità della concessione così come ha fatto l’autostrada del Brennero e così come la Valle d’Aosta ha già fatto anni fa per il traforo del Gran San Bernardo».

Criticate le dichiarazioni di Laurent Viérin

Il presidente della regione Laurent Viérin ha espresso ieri «totale contrarietà» rispetto al ricorso della Rav, e ha sottolineato come questa sia anche stata «manifestata dai rappresentanti regionali nel Consiglio di Amministrazione della società, di cui la Regione è socia di minoranza». Dichiarazioni contestate dal gruppo consiliare AC-SA -PNV, secondo cui «l’assordante silenzio, l’indifferenza e il disinteresse alla questione da parte del Governo regionale lascia esterrefatti, così come le parole dell’assessore e del presidente Viérin, che paiono cadere dalle nuvole rispetto al ricorso che potevano immaginare sarebbe stato promosso. Così facendo arriverà presto il prossimo gennaio con nuovi aumenti e il governo che verrà a mostrare indignazione».

La reazione di Cna Valle d’Aosta

Un grido d’allarme arriva anche dalla Confederazione nazionale artigianato Valle d’Aosta, che in una nota esprime «grande preoccupazione» per le ricadute che un ulteriore aumento dei pedaggi sulla tratta Aosta-Courmayeur potrebbe avere sulle imprese del territorio e sul comparto turistico.

Freno allo sviluppo

«I continui aumenti delle tariffe autostradali mettono in grave difficoltà i nostri artigiani: oltre a rendere più elevato e pericoloso il traffico sulla S.S. 26, l’aumento del biglietto autostradale accresce in maniera spropositata i costi del trasporto e della logistica ponendo un gravissimo freno allo sviluppo della Valle d’Aosta», commenta il presidente di CNA Valle d’Aosta Salvatore Addario.

Noleggio con conducente

Cna Valle d’Aosta pone l’attenzione in particolare sulla forte penalizzazione degli imprenditori che effettuano servizio di noleggio con conducente, la cui tariffa è di poco inferiore a un euro al chilometro. «Quale margine di profitto può avere un N.C.C. Se il costo dell’autostrada è in alcuni tratti superiore?», dice il presidente di Cna Salvatore Addario, che sottolinea: «La tariffa della tratta che collega il casello di Aymavilles a quello di Aosta-Est, poi, è un furto legalizzato nei confronti di coloro che non possiedono il Telepass: sembra impossibile che non si possa trovare una soluzione alternativa con tutte le tecnologie attualmente disponibili».

L’Aosta-Courmayeur non giova poi da nessun punto di vista alle imprese valdostane: « Da molti anni a questa parte – sottolinea Addario – nessuna impresa valdostana opera nell’ambito delle manutenzioni né ordinarie, né straordinarie e le poche gare indette applicano prezzi che non sono sostenibili per un operatore locale. L’unico servizio per il quale le aziende locali sono interpellate è quello dello sgombero neve, proposto a tariffe poco appetibili e non aggiornate al mercato».

(re.newsvda.it)

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