La FIPE contro le sagre: «nascono in modo indiscriminato e affossano la ristorazione stanziale»
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di news il
29/08/2012

La FIPE contro le sagre: «nascono in modo indiscriminato e affossano la ristorazione stanziale»

Sono in rivolta, contro le sagre estive, i ristoratori valdostani aderenti alla Fipe, Federazione italiana pubblici servizi che in Valle d’Aosta è rappresentata dall’imprenditore e chef Leopoldo Gerbore. «Come nel resto d’Italia le sagre proliferano in maniera sempre più indiscriminata e il legame con il territorio è sempre più debole. Mi chiedo quale legame con il territorio abbiano asado argentino, pesce, rane e le numerose feste della birra. Ci sono sagre – precisa Gerbore – che celebrano prodotti alimentari che arrivano da centinaia di chilometri, la cui funzione reale è solo quella di raccogliere fondi per soggetti vari. C’è poi da chiedersi il danno economico procurato quando una sagra fa concorrenza, per un mese di fila, a un ristorante perchè deve rispettare norme meno severe delle sue».
In effetti, sagre e affini, pur prevedendo somministrazione in pubblico di alimenti, hanno un regime semplificato di inquadramento del personale, misure di sicurezza e prelievo fiscale rispetto al settore della ristorazione stanziale.
Secondo Gerbore le sagre svolgono un importante ruolo aggregativo e di sostentamento per le associazioni di volontariato, «ma servono regole e limiti dettati dalla natura occasionale ed estemporanea dell’evento nonchè dal rispetto dovuto a elementari norme di una corretta concorrenza».
«Se – come dicono gli esponenti della pro loco – le sagre portano turisti sul territorio – sarebbe utile organizzarle nei mesi di maggio, giugno e settembre così da ampliare la stagione turistica, invece che ammucchiarle nei mesi di luglio e agosto, togliendo lavoro ai ristoratori stanziali».
Concordano Gerbore e il presidente di Confcommercio VdA Pierantonio Genestrone: «ristorazione e sagre possono convivere se si rispettano regole, tradizione e tipicità; per qusto chiediamo al governo regionale di insediare un tavolo tecnico con assessorato, pro loco, associazioni di volontariato e Celva perchè sia istituito un albo delle sagre autentiche. Solo così potremo valorizzare sia le sagre che la ristorazione imprenditoriale».
(c.t.)

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