Settimana della famiglia: «non lasciateci soli»
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21/10/2012

Settimana della famiglia: «non lasciateci soli»

«La famiglia non ce la può più fare da sola!» – è il grido che arriva dal Forum delle Associazioni familiari della Valle d’Aosta per voce della sua presidente Michela Colombarini, in occasione del convegno di giovedì 18 ottobre alla Cittadella dei giovani di Aosta, nell’ambito della Settimana della famiglia, e che ha visto esperti ed amministratori discutere dell’ISEE. L’indicatore della situazione economica equivalente, viene utilizzato da Enti o da Istituzioni che concedono prestazioni assistenziali o servizi di pubblica utilità, è un parametro che scaturisce dalla somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare ed immobiliare di tutti i componenti il nucleo familiare. Tale valore viene poi rapportato al numero dei componenti del nucleo familiare in base ad una scala di equivalenza stabilita dalla normativa vigente.
«Rispetto a cosa si potrebbe fare e quali strumenti attuare per garantire equità, è nato un gruppo di lavoro trasversale che ha coinvolto gli assessorati alla sanità e opere pubbliche – spiega l’Assessore Albert Lanièce – nonché il CELVA e il Forum delle associazioni familiari a dimostrazione di come il tema famiglia non sia confinabile in un’unica tematica ma che abbraccia molti aspetti della vita amministrativa». «La famiglia è certamente di interesse interdisciplinare – spiega il Presidente della Giunta Agusto Rollandin – dove e come si può intervenire per non creare disparità e per far crescere le famiglie è sempre più difficile, perché le risorse sono comunque più esigue». Presumibilmente i nuovi parametri ISEE, il governo non si è ancora espresso in modo definitivo, non daranno un unico indicatore, ma varierà a seconda della prestazione richiesta. Nell’attesa che il Governo nazionale indichi in modo definitivo quali saranno i parametri del calcolo della nuova ISEE e quanto spazio darà alle regioni, il gruppo di lavoro valdostano ha comunque prodotto delle proposte. «Proposte che non vogliono certo essere esaustive – spiega Patrizia Scaglia dirigente famiglia e politiche giovanili dell’Assessorato sanità, salute e politiche sociali – ma che esprimo una necessità ed anche il dibattito su quale direzione intraprendere in modo condiviso».
Tra le proposte c’è la richiesta di adozione di un unico indicatore da parte dell’amministrazione regionale e degli locali, che faciliterebbe l’aggiornamento della banca dati ed i controlli, ma anche l’introduzione di quozienti aggiuntivi in relazione la numero di figli minori a carico.
«Riteniamo inoltre che sia importante pensare al reddito netto e non più al lordo – spiega Maria Carrozzino del Forum delle associazioni familiari Acli – cioè a ciò che effettivamente le famiglie hanno a disposizione pagate le tasse».
«E’ necessario investire sulla famiglia, perché non è un costo bensì un investimento per il futuro, la famiglia non è un fatto privato» – conclude Colombarini.
(simonetta padalino)

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