Genitori separati: class action per rivendicare il diritto alla genitorialità
CRONACA
di news il
05/02/2013

Genitori separati: class action per rivendicare il diritto alla genitorialità

«In Valle d’Aosta prima o poi capiterà di nuovo una tragedia, tale è grave la drammaticità della situazione». Parole pesanti quelle di Ubaldo Valentini, presidente dell’associazione Genitori separati, ad Aosta in questi giorni per parlare della recente sentenza della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo che condanna l’Italia per la discriminazione dei padri nelle sentenze di separazione.
«In Valle d’Aosta la giustizia è particolarmente disattenta alle questioni minorili – dice Valentini -, per questo motivo partiamo da qui per tentare, con una class action, rivolgendoci sia al tribunale di Strasburgo, sia al Csm e al Ministero della Giustizia, di bloccare l’azione penale e civile di questi tribunali. Basta che una donna faccia una segnalazione di maltrattamento, e in Valle d’Aosta ci sono almeno 2/3 casi a settimana, a fronte di 40 casi l’anno in un tribunale come quello di Milano, perché in automatico scatti l’allontanamento del padre dal figlio e si inneschi un circolo vizioso di assegni di mantenimento, cessione della casa di proprietà, che spesso spingono i padri in situazioni umilianti e di impedimento a pagare».
Per il presidente Valentini i tribunali tendono troppo a ricorrere ai servizi sociali e agli assistenti domiciliari educativi sull’operato dei quali però manca trasparenza. «Quando abbiamo fatto richiesta di avere verbali dell’incontro o le registrazioni, in risposta la dirigente dei servizi sociali ha sondato la possibilità di un’azione legale contro l’associazione. Ma stiamo scherzando?! Speriamo di andare in giudizio in modo da poter fare chiarezza. Noi siamo per la collaborazione, non vogliamo fare la guerra, chiediamo un confronto affinché le cose migliorino gradualmente, ma ormai per noi la tolleranza è zero».
Un pensiero va ad Andrea Sonatore, il padre che perse la vita dandosi fuoco, il 7 aprile 1996, davanti al tribunale di Aosta, contro il giudice che gli aveva negato il diritto di vedere sua figlia. «Diciamo basta alla dimenticanza di Andrea Sonatore, che dev’essere ricordato con una stele davanti al tribunale o con l’intitolazione di una via perché non bisogna dimenticare cosa lo ha portato a quel gesto estremo».
Un monito va anche alla politica. «In Valle d’Aosta c’è il 60% delle coppie separate: è emergenza sociale, la politica non può non prendere in esame queste tematiche».
«Il nostro obiettivo -conclude il presidente dell’associazione Genitori separati – è creare sensibilità e attenzione. I figli non sono del tribunale, né dei servizi sociali, né tanto meno degli assistenti domiciliari educativi. I figli sono dei genitori che in situazioni critiche vanno aiutati».
(erika david)

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