Il Pd critica la bozza di legge sulle attività commerciali
POLITICA & ECONOMIA
di news il
08/02/2013

Il Pd critica la bozza di legge sulle attività commerciali

«Il disegno di legge di maggioranza nsulle attività commerciali non coglie appieno la necessità di utilizzare al massimo tutti gli strumenti legislativi –fermo restando il principio della libera concorrenza –, volti a tutelare le piccole attività commerciali che sono fondamentali per lo sviluppo turistico dei nostri piccoli comuni di montagna e per il ruolo sociale e culturale che hanno anche ai fini dell’esistenza stessa delle nostre comunità sul territorio.  Si conferma quindi la preoccupazione per una legge che, sebbene riconosca un ruolo di consultazione alle associazioni dei commercianti, lascia ancora maglie troppo larghe all’insediamento della media e grande distribuzione, con il rischio di interventi speculativi ‘ad personam’». Lo sottolinea in una nota, il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel, che stigmatizza il comportamento della maggioranza «che non ha colto l’esigenza di far convergere su di un testo unico le due proposte, esigenza peraltro espressa dai rappresentanti del Celva e delle associazioni regionali degli esercenti del commercio».
Due i testi di legge sui principi e le direttive per l’esercizio delle attività commerciali all’analisi della IV Commissione consiliare Sviluppo: passa la proposta della maggioranza, che recepisce, da quanto riferisce il consigliere relatore Mauro Bieler (Uv), una serie di suggerimenti sviluppati dallo Sportello unico degli Enti locali ed è il frutto di una concertazione tra assessorato regionale del turismo e commercio con le associazioni dei commercianti. Il disegno di legge era stato presentato dalla Giunta a luglio del 2012 con l’intento di adeguare la normativa regionale esistente ai principi di liberalizzazione introdotti dal Governo nazionale. Gli emendamenti proposti dall’assessore regionale al turismo e commercio, come spiegato da Bieler, rafforzano l’aspetto della tutela urbanistica, che la Giunta aveva già individuato nella prima stesura del provvedimento e che resta l’unico strumento a disposizione degli enti locali per evitare il proliferare della grande distribuzione, a fronte invece di una normativa nazionale che non prevede limiti all’insediamento di nuove attività commerciali.
Resta al palo la proposta di Alpe e Pd. Donzel ritiene inoltre «incomprensibile, in un momento in cui sono tanti i piccoli esercizi che chiudono i battenti, che calano le serrande dei negozi, che non si sia voluto istituire uno specifico osservatorio regionale del commercio, l’attività dei cui componenti sarebbe stata svolta a titolo gratuito, per monitorare puntualmente questa drammatica situazione».
(re.vdanews)

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