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Gli enti locali valdostani sostengono l’Unicef con le puette

Gli enti locali valdostani sostengono l’Unicef con le puette

Dall'avvio dal progetto, sono stati destinati all'acquisto di vaccini per i bambini del terzo mondo oltre 73 mila euro

Sono 1.162 le puette distribuite ai neonati valdostani, puette che hanno contribuito a salvare tanti bambini, nei paesi dove sono attivi i progetti d’aiuto portati avanti dall’Unicef. Oggi, venerdì, il Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta ha confermato il progetto di solidarietà ‘Per ogni bimbo nato, un bimbo salvato’ che, attraverso il coordinamento del comitato Unicef valdostano, promuove campagne di vaccinazione nelle zone più povere del mondo. Negli ultimi tre anni sono stati acquistati kit salvavita per un valore superiore a 23 mila euro che, aggiunti ai 50 mila circa già impegnati nelle campagne precedenti portano a oltre 73 mila euro la spesa a sostegno dei bambini poveri. Per ogni bambola di pezzo consegnata, il comune di residenza del neonato versa 20 euro. «Anche in un momento di ristrettezze economiche e di attenzione certosina alle singole voci di bilancio – spiega il presidente del Celva Bruno Giordano – i comuni e gli amministratori di ente locale non rinunciano a promuovere i valori del volontariato e della solidarietà. Desidero anche ringraziare le volontarie che cuciono le bambole da donare alle famiglie».
Ago e filo e materiali di recupero alla mano, le volontarie del comitato Unicef Valle d’Aosta, si impegnano a confezionare le puette: dal taglio, alla sagomatura, dall’imbottitura alla cucitura dei vestiti e alla rifinitura. Per ogni singola puetta, sono necessarie ben sei ore di lavoro.
(c.t.)

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