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Sanità, al Parini si fa squadra per battere il cancro

Sanità, al Parini si fa squadra per battere il cancro

L'approccio multidisciplinare è alla base del percorso terapeutico portato avanti all'ospedale Umberto Parini di Aosta nella gestione del paziente oncologico

Fare squadra per combattere e battere il cancro: è la filosofia portata avanti all’ospedale Umberto Parini di Aosta nella gestione del paziente oncologico. «E’ un approccio quasi olistico alla malattia e alla cura, un atteggiamento, quello che prende in carico la persona e non solo la patologia, oggi irrinunciabile», ha sottolineato il direttore generale dell’azienda Usl Stefania Riccardi, introducendo gli interventi di sette medici specialisti dell’ospedale Umberto Parini di Aosta.
Sull’importanza della multidisciplinarietà si sono trovati d’accordo Rosaldo Allieta, chirurgo, Gianmauro Numico, oncologo, Carlo Poti, medico nucleare, Teodoro Meloni, radiologo, Pirfrancesco Franco, radioterapista, Cinzia Bodarto, dietologa e Elvira Venturella psicologa. All’unisono hanno sottolineato come «l’approccio abbia portato a una netta diminuzione del dolore post operatorio, a una precoce mobilizzazione e alimentazione e una conseguente riduzione delle complicanze respiratorie e delle giornate di degenza ospedaliera».
Nell’esordire la carrellata il dottor Allieta ha ricordato che «una buona fetta di neoplasie si curano» e come «la chirurgia abbia un ruolo di primo piano nel trattamento delle patologie neoplastiche dell’apparato digerente». Nel 2012 lo staff chirurgico ha eseguito 123 interventi. A confortarlo con i dati l’oncologo Numico che ha puntualizzato che «un malato su due di tumore all’apparato digerente sopravvive». In Valle d’Aosta sono 65 i casi di tumore al colon retto – secondo posto per mortalità – diagnosticati. «Rappresenta – ha precisato Nimico – un problema di sanità pubblica rilevante ed è una patologia che coinvolge diverse unità mediche». Di importanza della fisica in medicina che «è in stretta integrazione con la radiologia», ha parlato Meloni, il cui reparto eroga una media di 150 mila prestazioni all’anno.
A sottolineare il ruolo della medicina nucleare Poti perché «l’appropriatezza delle indagini è fondamentale per una diagnosi precoce e per cure mirate». Il radioterapista Franco ha posto l’accento sul fatto che «la radioterapia high-tech garantisce nuove opportunità terapeutiche più selettive». Nel 2012 sono stati 304 i pazienti sottoposti a trattamento di tomoterapia. Per la dietologa Bodrato che, nel 2012 ha seguito 300 pazienti, «il percorso nutrizionale nel malato oncologico deve essere parallelo a quello terapeutico». Per la psicologa Venturella «non si può fare a meno della soggettività del paziente e della globalità della persona». (Foto, da sinistra: Gianmauro Numico, Stefania Riccardi e Rosaldo Allieta)

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