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Stallo in Consiglio: l’opposizione sommerge di richieste la maggioranza

Stallo in Consiglio: l’opposizione sommerge di richieste la maggioranza

Bertschy, Morelli, Donzel e Ferrero: «Proposte per garantire trasparenza, condivisione, responsabilizzazione degli eletti e riduzione dei costi della politica»; Perron e Borrello: «Ne discuteremo all'interno dei nostri gruppi»

Dopo lo stallo di ieri, con le minoranze uscite dall’aula al momento di eleggere il presidente del Consiglio regionale, i capigruppo si sono incontrati questa mattina su iniziativa del presidente provvisorio dell’assemblea, Andrea Rosset. «Abbiamo avviato un tavolo di dialogo tra le varie forze politiche presenti in Consiglio al fine di esaminare alcune richieste provenienti dai gruppi di opposizione – precisa Rosset -. Un confronto che è avvenuto in un clima di serenità e di distensione; ci aggiorneremo giovedì 4 luglio alle 9».
I primi a parlare sono stati proprio i rappresentanti delle opposizioni. «Abbiamo avanzato una serie di proposte al fine di garantire trasparenza, condivisione, responsabilizzazione degli eletti e riduzione dei costi – spiegano i capigruppo Luigi Bertschy (UVP), Patrizia Morelli (Alpe), Raimondo Donzel (PD-Sinistra VdA) e Stefano Ferrero (M5S) -. In particolare, per quanto riguarda le Commissioni, l’intenzione è quella di garantire la pubblicità di tutte le sedute nonché l’obbligo, in caso di assenza, di delega ad altra persona fisica che non sia componente della Commissione stessa. Per favorire il lavoro dei consiglieri e l’accessibilità degli atti, abbiamo proposto la pubblicazione integrale delle delibere dell’ufficio di presidenza e l’immediata disponibilità delle delibere di Giunta. Abbiamo poi chiesto l’abrogazione del divieto ai giornalisti e al pubblico di introdurre nella tribuna apparecchi registratori e macchine fotografiche, ponendo comunque attenzione alla riservatezza nelle operazioni di voto; di aumentare a tre il numero delle interrogazioni a risposta immediata che possono essere presentate da ciascun gruppo consiliare; di non pregiudicare la possibilità di presentare successivamente stesse interrogazioni sullo stesso tema; di semplificare e rendere più immediato il diritto di accesso agli atti da parte dei Consiglieri regionali». I capigruppo di minoranza hanno poi posto l’accento sui costi della politica: «Abbiamo proposto di abolire l’indennità di funzione per i presidenti delle commissioni e di ridurre quella dei componenti dell’ufficio di presidenza. Riteniamo, inoltre, necessario un impegno politico nell’avviare un confronto sulla possibilità di introdurre la rotazione per la carica di presidente del Consiglio. L’obiettivo è quello di garantire la più ampia rappresentanza di tutte le sensibilità politiche presenti nell’Assemblea regionale. Proprio in quest’ottica ravvisiamo l’opportunità per chi assume la carica di presidente del Consiglio di non ricoprire ruoli apicali all’interno del partito di appartenenza, nel pieno rispetto di tale carica istituzionale. In proposito, esprimiamo il nostro rincrescimento per non avere avuto la possibilità di confrontarci preventivamente con le forze di maggioranza, che hanno ritenuto di non aprire un dialogo sull’elezione del presidente del Consiglio e per la quale è richiesta una presenza qualificata di consiglieri al fine di poter procedere alla sua elezione nel corso della riunione di insediamento della Legislatura. Queste nostre proposte evidenziano come il nostro sia un atteggiamento costruttivo, basato sui metodi e sui contenuti e che prescinde dalla persona che sarà chiamata a svolgere la funzione di presidente dell’Assemblea».
Un menù corposo, quello proposto dalla minoranza, il che ha determinato risposte stringate da parte dei due rappresentanti delle forze di maggioranza. «Abbiamo preso atto delle numerose proposte di modifica al regolamento interno del Consiglio proposte dalla minoranza – commenta Ego Perron (UV) -. Mi riservo di discuterle all’interno del mio gruppo». Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Borrello di Stella Alpina: «Si tratta di istanze molto articolate che valuteremo tra forze di maggioranza».
In caso di aperture da parte di UV e Stella Alpina, nella seduta di venerdì, l’opposizione potrebbe decidere di non abbandonare l’aula, astenendosi o votando per Emily Rini. Trattandosi della seconda votazione, la maggioranza potrà comunque eleggere il suo candidato alla presenza di soli diciotto consiglieri; proprio per questo, se non si dovesse trovare un accordo, l’opposizione potrebbe presentare un suo candidato, in pole position Patrizia Morelli o Andrea Rosset, con la speranza nemmeno troppo velata di andare a pescare un franco tiratore tra i malpancisti del fronte opposto e portare a casa una vittoria che, a quel punto, sarebbe davvero pesante per il prosieguo della Legislatura.
(davide pellegrino)

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