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Consiglio Valle: minoranze, partita la campagna acquisti

Consiglio Valle: minoranze, partita la campagna acquisti

Le opposizioni alla ricerca di consensi nella maggioranza sul loro progetto di governo

«Stiamo sviluppando un programma di governo vero e proprio. Questo sarà sicuramente oggetto di un ampio confronto con i cittadini, come di profonde riflessioni da parte di chi nell’attuale maggioranza non si ritrova nella politica del mantenimento dello status quo». E’ quanto scrivono i gruppi consiliari Alpe, Pd – Sinistra VdA, M5S e Uvp in un comunicato nel quale denunciano «la fragilità di una maggioranza che non riesce a farsi carico di un progetto di governo solido e duraturo». «Auspichiamo di suscitare una convinta e aperta adesione al nostro progetto – prosegue il comunicato – anche tra i consiglieri più coraggiosi della maggioranza, che possa trasformarsi in un impegno innanzitutto personale e successivamente politico, al fine di mettere in atto il vero cambiamento di cui necessita la nostra regione».
Le opposizioni, denunciando la fragilità della minoranza, sottolineano come «la minoranza ha replicato in modo compatto con alcune importanti mozioni su cui c’è stato l’accordo di tutto il consiglio, come nel caso della creazione dell’osservatorio antimafia, sulla richiesta di maggiore trasparenza delle società partecipate o sul problema del trasporto ferroviario e sui costi dell’autostrada; questo è segno che su alcune idee, al di là delle posizioni politiche, le nostre proposte riescono a mettere tutti d’accordo». I quattro gruppi di minoranza ricordano inoltre l’approvazione a maggioranza delle mozioni di revoca del premio di 72.000 euro all’amministratore della Casinò Spa e di stop alla centrale unica di acquisto. «Su questi argomenti abbiamo rilevato che, anche nelle forze di maggioranza, esistono sensibilità comuni alle nostre e quindi la voglia di cambiare è più ampia di ciò che appare nei numeri», puntualizzano nella nota stampa.
Ribadiscono le opposizioni: «Non siamo interessati ad una mera e ambigua spartizione di posti di potere. Non condividiamo la politica attuata da chi ci governa, perché non tiene conto degli scenari economici e sociali profondamente cambiati e mostra la corda rispetto alle esigenze di innovazione di cui l’amministrazione ha bisogno per far fronte alla diminuzione delle risorse economiche. Ecco perché aspiriamo a un governo del cambiamento».

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