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Alpe: l’autonomia filo conduttore del terzo Congresso

Alpe: l’autonomia  filo conduttore del terzo Congresso

Sabato 5 a Nus si eleggerà la squadra, un presidente e due vice, che guideranno il Movimento; portati a 60 i membri del direttivo

Repenser l’autonomie, ripensare l’autonomia sarà il tema centrale del terzo congresso di Alpe – 900 tra aderenti e simpatizzanti – in calendario il 5 ottobre a Nus per l’intera giornata. «In questi anni il Movimento ha avuto un ruolo centrale nella politica valdostana; ha rappresentato un baluardo a difesa della democrazia in questa regione perché non ci può essere autonomia responsabile senza il diritto di tutti i cittadini a partecipare». Lo ha sostenuto il presidente di Alpe Carlo Perrin, nell’introdurre il tema e le novità congressuali. Ha proseguito Perrin «E’ un Congresso dovuto poiché il segretario Chantal Certan, eletto in Consiglio Valle, è decaduto ma è anche un’occasione fondamentale per riflettere e fare un punto sull’autonomia non solo come concessione statale ma come strumento di gestione della regione in un momento di difficoltà; c’è spazio per scelte appropriate che possono far crescere tutti i cittadini».
A spiegare le modifiche allo statuto Albert Chatrian della commissione che ha lavorato «alla nuova architettura». «Abbiamo rimodellato gli organismi, portando a 60 i membri del direttivo e deciso per l’elezione, contestuale, di un presidente e di due vicepresidenti, l’uno vicario l’altro coordinatore». La presentazione delle candidature delle squadre da tre saranno presentate il giorno stesso del congresso. L’esecutivo sarà composto da undici elementi. Carlo Curtaz, tra gli estensori del documento che sarà sottoposto all’assemblea, ha spiegato le ragioni della scelta del tema. «Sono tre – ha esordito Curtaz – e vado a elencarle. L’autonomia è un tema centrale in Valle d’Aosta da alcuni secoli; oggi è più declamato che praticato e la riflessione è ferma da oltre un ventennio; della fase storica dell’autonomia, iniziata con il riparto fiscale, a breve non avremo più traccia e quindi è bene iniziare a riflettere sull’autonomia del futuro».
(Foto: Albert Chatrian, Carlo Perrin e Carlo Curtaz)
(danila Chenal)

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