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Processo Roberto Vicquery: il 31 ottobre chiamati a esprimersi i consulenti di parte

Processo Roberto Vicquery: il 31 ottobre chiamati a esprimersi i consulenti di parte

Nel procedimento per le presunte lesioni personali inferte a Luca Lotto, tutto sembra ruotare attorno al grado di intensità della presa del coordinatore regionale sul braccio del suo funzionario

«Sicuramente, tornando indietro, non rifarei più quel gesto, viste le conseguenze. Mi mancano tre anni alla pensione, e mai avrei immaginato di essere portato in tribunale per sentirmi dare del violento. Mi fa male al cuore sentirlo dire». E’ questo uno dei passaggi, sicuramente il più significativo, della deposizione di questa mattina di Roberto Vicquery (in FOTO insieme al suo difensore) dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore.
Il processo per lesioni personali a carico del coordinatore regionale è stato aggiornato all’udienza di giovedì 31 ottobre, udienza in cui verranno ascoltati i consulenti tecnici di parte, a cui seguirà quasi sicuramente la discussione.
Roberto Vicquery è accusato – così come si evince dal capo di imputazione – di aver cagionato al funzionario regionale Luca Lotto «lesioni personali consistite in sofferenza del nervo ulnare sinistro, probabilmente da stiramento del nervo o della radice», lesioni ritenute guaribili in 30 giorni, dopo averlo afferrato per un braccio e strattonato violentemente per trascinarlo verso la porta.
I fatti oggetto del procedimento risalgono al 20 novembre del 2012, quando nel corso di una riunione di lavoro al Dipartimento politiche del lavoro e della formazione della Regione, svoltasi più precisamente all’interno dell’ufficio del coordinatore Vicquery, alla presenza del dottor Lotto e dei dirigenti regionali Luca Dovigo e Dario Bonino, alla richiesta di ulteriori informazioni sulle procedure di controllo dei progetti finanziati tramite il Fondo Sociale Europeo, il funzionario regionale Luca Lotto sarebbe stato dapprima apostrofato in malo modo dal coordinatore Vicquery, per poi essere aggredito fisicamente.
In qualità di testimoni, questa mattina, sono stati chiamati a comparire dinanzi al giudice i dirigenti Luca Dovigo e Dario Bonino.
Il primo ha affermato che «il dottor Vicquery, una volta passato dall’altra parte della scrivania, ha afferrato con la sua mano destra il braccio sinistro del dottor Lotto, intimandogli di uscire dall’ufficio», anche se sull’intensità della pressione della mano di Vicquery sul braccio del funzionario regionale ha dichiarato: «non saprei quantificarla».
Il secondo, invece, ricostruendo l’evento oggetto del dibattimento, ha parlato di una «spinta violenta più che di uno strattonamento».
Insomma, tutto sembra ruotare attorno al grado di intensità della presa di Roberto Vicquery sul braccio di Luca Lotto, ed è presumibilmente su questo che saranno chiamati a esprimersi i due periti nell’udienza del 31 ottobre.
La riunione del 20 novembre 2012 era stata convocata dal coordinatore Roberto Vicquery «per definire il modus operandi degli uffici», ha precisato in aula, anche se – secondo la deposizione del testimone Dario Bonino – l’oggetto della riunione si spostò quasi immediatamente «sulle richieste avanzate dal dottor Luca Lotto in merito all’acquisizione di alcune certificazioni di regolarità della rendicontazione di alcuni progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo, in cui (sempre secondo Lotto, ndr) ci sarebbero state delle irregolarità».
A svelare l’evento scatenante del presunto strattonamento, però, in aula è saltata fuori un’audioregistrazione della riunione effettuata dallo stesso Luca Lotto: una volta affrontato il tema della congruità del personale assegnato ai diversi uffici, Luca Lotto – responsabile dell’ufficio controlli dei progetti finanziati a valere sul Fondo Sociale Europeo – avrebbe sbottato, affermando di avere avuto l’assegnazione nel suo ufficio di un tossicodipendente (Francesco Grauso, condannato il 9 luglio scorso dalla Corte d’Appello di Torino a 9 anni e 6 mesi per l’incidente che il 3 dicembre del 2011 causò la morte del piccolo Alessandro Sgrò di 7 anni, falciato insieme alla sua famiglia in Corso Peschiera, a Torino, mentre era sulle strisce pedonali).
Da qui la degenerazione della riunione, con il presunto strattonamento corredato da un fitto scambio di accuse tra Lotto e Vicquery, con quest’ultimo che, sul finire dell’audioregistrazione ascoltata in aula, rivolgendosi a Luca Lotto, afferma: «Non provare a sfidarmi perché ci rimetti».
Luca Lotto, a seguito di questa vicenda, è stato sottoposto a un procedimento disciplinare (decurtazione di 4 ore dallo stipendio) così come il coordinatore Roberto Vicquery (multa di 200 euro).
(patrick barmasse)

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