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Servizi prima infanzia: l’ombra delle tate familiari sui quattro asili nido di Aosta

Servizi prima infanzia: l’ombra delle tate familiari sui quattro asili nido di Aosta

La III Commissione consiliare ha affrontato oggi il tema delle tante rinunce delle famiglie all'iscrizione alle strutture

Nidi del capoluogo pressoché al completo per numero di iscritti ma che faticano; dei 156 posti a disposizione, solo la struttura di via Pollio Salimbeni è al completo (30 posti), in viale Europa ci sono 4 posti liberi, uno in via Roma e 5-6 posti liberi al Massimo Berra. Fino a qualche anno addietro, trovare un posto al nido era il miraggio di molte famiglie, ‘costrette’ a liste di attesa lunghissime prima di poter inserire i propri figli. «Oggi, e questa è la tendenza degli ultimi due anni, la tendenza è ben diversa – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Aosta stamane, intervenendo in III Commissione, convocata per l’elezione del vice presidente (Luca Girasole, Stella Alpina, che ha avuto la meglio sulla candidata espressa dalla minoranza, Giuliana Ferrero, già assessore alle Politiche Sociali della giunta Grimod bis, ndr) e per la relazione sugli asili nido della città. La crisi ha colpito duro e molte famiglie hanno rinunciato all’inserimento del proprio bambino in struttura, nonostante l’iscrizione – ha commentato Sorbara – evidentemente per non pesare sul bilancio familiare già provato. Così abbiamo riaperto una graduatoria, poi un’altra, «tre graduatorie in sei mesi – ha aggiunto la dirigente dei Servizi Sociali Anna Maria Tambini – è la prima volta che accade». La situazione che ad agosto era preoccupante ora si è stabilizzata, ma rimane il fatto che gli investimenti effettuati per assicurare alle famiglie un servizio dallo standard di qualità elevato per la primissima infanzia, non possono esaurirsi con l’ipotesi di non coprire più la capienza.
Oltre all’aspetto economico che penalizza i progetti familiari, tra i quali quelli di un percorso socio-educativo all’asilo nido, secondo la commissaria Giuliana Ferrero, «la presenza delle tate familiari, del nido aziendale Usl e dell’offerta di strutture private che mettono in ombra le strutture comunali destinate ai bambini da 9 mesi a tre anni».
La consigliera PD ha chiesto che «Aosta abbia peso e abbia la forza e la volontà politica di farsi valere nell’ambito della programmazione regionale in materia di politiche per la prima infanzia» – e ha sottolineato come «la metà delle tate familiari gravitino sulla città di Aosta pur essendo state pensate come servizio per i piccoli comuni di montagna».
«L’impianto degli asili nido non si tocca. Questa è la risposta politica; Aosta ha investito sui quattro asili nido della città, tre a gestione esterna e uno a gestione mista comune-cooperativa sociale; le strutture hanno tutte un impianto socio-educativo e formativo simile, i coordinatori si incontrano periodicamente cosicché non si possa dire che esistono nidi di serie A e di serie B.
La bontà di queste strutture si scontra però con il ragionamento economico e con le rinnovate esigenze delle famiglie». La dirigente Tambini ha annunciato «novità ad esempio sui part time, sulla flessibilità oraria del servizio (ad esempio servizio part time che comprende pranzo, con l’opzione per la nanna pomeridiana) per andare incontro ai nuovi bisogni delle famiglie».
Nella foto, da sinistra il dirigente Anna Maria Tambini, l’assessore Marco Sorbara, il presidente della commissione Salvatore Luberto e il neo eletto vice presidente Luca Girasole.
(cinzia timpano)

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