Furto campanacci: patteggiamenti per Renato Quendoz e Salvatore Agostino
CRONACA
di news il
29/11/2013

Furto campanacci: patteggiamenti per Renato Quendoz e Salvatore Agostino

Doppio patteggiamento, quello avvenuto questa mattina dinanzi al gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, per Renato Quendoz, 67 anni di Gressan, e Salvatore Agostino, 53 anni di Aosta, ai quali sono stati inflitti rispettivamente un anno e otto mesi (pena sospesa) e due anni di reclusione.
Il terzo imputato nell’ambito del processo per la rapina pluriaggravata dell’8 febbraio 2012 al Pont Suaz di Charvensod, Corrado Daudry, 61 anni di Quart, ha scelto invece di andare a giudizio collegiale.
A spiegarne i motivi, fuori da palazzo di giustizia, è stato il diretto interessato. «Perché avrei dovuto patteggiare per un reato che non ho commesso? L’unica mia colpa – confessa Daudry – è di avere accompagnato Salvatore Agostino da Renato Quendoz per la vendita di tre campanacci, di tutto il resto non sono io che devo rispondere. Sono innocente, e intendo dimostrarlo in dibattimento, a costo di essere condannato ingiustamente».
Quendoz, Agostino e Daudry erano chiamati a rispondere del furto di dodici campanacci da collezione perpetrato attorno alle 6.30 dell’8 febbraio del 2012.
Il furto avvenne al Pont Suaz di Charvensod, nell’abitazione di Cornelia Bétral, che durante il blitz furtivo venne incappucciata e immobilizzata con mani e piedi legati (da qui l’annuncio del legale della parte civile di intraprendere una causa civile per il risarcimento del danno alla persona offesa).
Una volta rubati, i campanacci – per un valore complessivo attorno ai 20.000 euro – vennero nascosti in un cunicolo sotto il ponte dell’autostrada in prossimità della passerella tra il Montfleury e l’area verde di Gressan, dieci dei quali vennero recuperati esattamente dieci giorni dopo dagli uomini della Squadra mobile della Questura di Aosta (due campanacci non sono mai stati restituiti).
Corrado Daudry, già in sede di udienza preliminare, rispondendo alle domande del giudice, aveva affermato di avere ricoperto semplicemente il ruolo di intermediario nell’ambito della ricettazione di parte della refurtiva, mentre Renato Quendoz – secondo gli inquirenti – avrebbe commissionato il furto dei campanacci da collezione.
Nella foto, da sinistra a destra, Renato Quendoz e Corrado Daudry all’uscita questa mattina dal Tribunale (Salvatore Agostino era assente all’udienza per motivi di salute).
(patrick barmasse)

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