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Avances alla neo barista: condannato l’ex gestore del centro sportivo di Doues

Avances alla neo barista: condannato l’ex gestore del centro sportivo di Doues

A Stefano Frau è stata inflitta una pena di un anno e 8 mesi per un fatto avvenuto il 29 aprile del 2013 con una neo assunta al bar ristorante; la difesa dell'imputato annuncia ricorso in Appello: «Condanna basata solo su dichiarazioni della parte offesa»

E’ stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di 500 euro di multa e 5.000 euro di risarcimento danni alla parte offesa, Stefano Frau, 48 anni, ex gestore del centro sportivo polivalente di Doues, accusato di ingiurie e violenza sessuale nei confronti di una neo assunta nel suo esercizio pubblico.
I fatti contestati risalgono all’aprile del 2013, quando Veronica Avril, 26 anni di Aosta, si mise in contatto telefonico con Stefano Frau, rispondendo a un suo annuncio di lavoro.
«Era il 25 aprile di un anno fa – ha spiegato in aula la ragazza rispondendo al pm Luca Ceccanti -. Il signor Stefano Frau stava cercando personale che sapesse lavorare sia al bar sia in sala, in vista dell’apertura del bar ristorante fissata per il 1° maggio».
E ancora: «Gli risposi che ero interessata, motivo per cui mi invitò subito a prendere visione dei locali».
Dopo qualche giorno, il 29 aprile, Veronica Avril tornò nuovamente a Doues «per dare una mano nella pulizia dei locali, visto che l’apertura era ormai imminente», ha precisato.
Insieme a lei, all’interno del bar ristorante era presente anche Ciro D’Agostino, un imbianchino chiamato da Stefano Frau per rinnovare la tinteggiatura interna dei locali.
«Appena arrivata, Stefano Frau iniziò subito a farmi battutine strane, anche se quelle a sfondo inequivocabilmente sessuale (puntualmente citate in aula, ma che per buon gusto evitiamo di citare nel presente articolo, ndr) mi vennero rivolte verso le 12.30, una volta seduti a tavola per il pranzo», ha continuato Veronica Avril.
Pranzo che, secondo la difesa dell’imputato, «non è stato consumato alle 12.30, bensì alle 13.15, perché dalle 10.30 alle 12.30 Stefano Frau è stato a Valpelline a comprare la carne per il pranzo, intrattenendosi dopo al bar con alcuni suoi amici (citati come testimoni dalla difesa, ndr)».
E ancora: «Le frasi a sfondo sessuale erano frasi proferite in generale, assolutamente non rivolte alla ragazza, lo stesso imbianchino non si ricorda di battute offensive rivolte all’odierna parte offesa», ha replicato in aula il difensore di Stefano Frau, l’avvocato Luigi Busso di Aosta.
Fino al presunto evento scatenante l’accusa di violenza sessuale: «Ero dietro al bancone – racconta la giovane -, a un certo punto mi diressi all’interno di un corridoio stretto che porta in cucina, quando venni raggiunta da Frau che, dopo avermi messo le mani al collo, si strusciò con i suoi genitali contro il mio fondoschiena».
Un fatto, quest’ultimo, non confermato dal testimone Ciro D’Agostino, «perché io questa cosa non l’ho vista».
Dopo la denuncia presentata l’indomani – il 30 aprile – da Veronica Avril ai Carabinieri, ecco l’immediata convocazione di Stefano Frau presso la Stazione dei carabinieri di Valpelline.
«Agli inquirenti ho fatto vedere un sms (che ha mostrato anche oggi in aula, ndr) in cui la ragazza mi comunicava che aveva deciso di non venire più a lavorare al centro sportivo per motivi legati unicamente alla sua famiglia», ha sottolineato Frau, immediatamente incalzato dal suo stesso legale: «Questo sta a dimostrare l’attendibilità traballante delle dichiarazioni rese dalla parte offesa, che tra l’altro nessuno dei testimoni citati in aula ha confermato. Le frasi proferite da Stefano Frau durante il pranzo erano sì volgari e inappropriate, ma pronunciate genericamente, senza alcun riferimento alla giovane presente a tavola. Sul presunto strusciamento, poi, questo non si è mai realizzato, anche perché la terza persona presente all’interno del locale (l’imbianchino, ndr) ha riferito di non avere visto nulla», ha concluso l’avvocato Busso.
Una tesi, quella della difesa, a cui il collegio giudicante presieduto da Massimo Scuffi (giudici a latere Paolo De Paola e Anna Bonfilio) non ha creduto, condannando l’imputato a un anno e 8 mesi di carcere (il pm Luca Ceccanti aveva chiesto la condanna a un anno e 3 mesi).
La difesa di Stefano Frau ha già annunciato ricorso in Appello.
(patrick barmasse)

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