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Pronto soccorso bloccato per dieci minuti: rinviato al 18 giugno il processo

Pronto soccorso bloccato per dieci minuti: rinviato al 18 giugno il processo

Enzo Giovinazzo - che ha presentato istanza di patteggiamento - e Domenico Mammoliti sono anche accusati di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale

E’ stato rinviato al prossimo 18 giugno per permettere di ascoltare in aula – in qualità di testimoni dell’accusa – gli agenti di polizia Stefano Paoletti e Alessandro Macchia, il processo a carico degli aostani Enzo Giovinazzo, 24 anni, e Domenico Mammoliti, 27 anni, quest’ultimo in carcere dal luglio del 2013 nell’ambito dell’operazione ‘Hybris’ dei carabinieri su tentate estorsioni, lesioni e un tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso.
I due questa mattina sono stati chiamati a comparire dinanzi al giudice del Tribunale di Aosta, Paola Cordero, per le accuse di concorso in interruzione di servizio pubblico, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Enzo Giovinazzo ha presentato istanza di patteggiamento della pena: è stata quindi stralciata la posizione dell’imputato da questo procedimento e disposto l’invio del fascicolo ad altro giudice.
Domenico Mammoliti, invece, ha affrontato regolarmente l’udienza per i fatti relativi a quanto avvenuto all’alba del 24 giugno del 2012, prima al Pronto soccorso dell’ospedale Umberto Parini di Aosta, dopo negli uffici della Questura.
Mammoliti sarebbe stato portato al Pronto soccorso di Aosta da alcuni suoi amici, una volta usciti da una discoteca alle porte del Capoluogo perché in «evidente stato di ebbrezza, ma non alcolica», ha riferito un infermiere chiamato a testimoniare (secondo le dichiarazioni rese questa mattina dal Mammoliti, invece, sarebbe stato trasportato al Parini «in ambulanza»).
A quel punto il giovane avrebbe «rivolto frasi in calabrese con tono minaccioso a tutto il personale in servizio in quel momento, compreso il sottoscritto, a cui è stata anche appoggiata una mano sul mento a mo’ di buffetto», ha raccontato ancora l’infermiere, che ha aggiunto: «Mammoliti ne aveva per tutti, a un certo punto ha anche rovesciato una barella nel corridoio, per una decina di minuti l’attività del Pronto soccorso è stata bloccata da questi fatti (anche se la permanenza complessiva degli imputati all’interno della struttura sanitaria si sarebbe aggirata attorno all’ora, ndr)».
Fino all’arrivo di Polizia e Guardia di Finanza, che avrebbero incontrato Mammoliti, Giovinazzo e altri due loro amici nella rampa di accesso ai locali del Pronto soccorso.
«A quel punto sono stati rivolti insulti e minacce anche ai poliziotti», è stato dichiarato in aula quest’oggi.
Fino all’identificazione dei quattro negli uffici della Questura: successivamente, però, sarebbero state proferite frasi ingiuriose e minacciose («Tanto so dove abiti, ti aspetto sotto casa»; «Togliti la divisa e poi vediamo»; «Ti sparo») anche nei confronti di alcuni agenti della Squadra mobile.
In «evidente alterazione psicomotoria», ha definito l’infermiere le condizioni di Domenico Mammoliti una volta entrato in Pronto soccorso, anche se «non abbiamo potuto sottoporlo ad alcun esame perché non ci è stata data la possibilità di farlo, era inavvicinabile».
(pa.ba.)

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