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Non ci resta che attendere

Siamo in attesa di sapere se il documento programmatico in deici punti che presenteranno in aula Alpe-Pd-Uvp-M5S sarà accolto con favore dalla maggioranza regionale, oppure sarà rispedito al mittente. Colpo di scena sarebbe se Uv e Sa presentassero loro un documento bis: una sorta d’impegno di far fronte ad alcune emergenze. Impegno che potrebbe essere accolto favorevolmente da Leonardo La Torre, il quale potrebbe in qualche ricompattare la maggioranza, dando però una scadenza sia alle cose da fare che al governo Rollandin.
Ovvio, che con questa situazione non si può andare avanti. Uno stallo tale che di fatto paralizza la Valle. Da una parte il governo regionale e la sua maggioranza risicata all’indomani delle elezioni e spolpata dopo dieci mesi, che non si dimette perché dice che l’opposizione non ha i numeri per la mozione di sfiducia che la farebbe cadere; dall’altra, la stessa opposizione che ricorda l’esito della risoluzione passata in Consiglio, volta a invitare il presidente Rollandin a rassegnare le dimissioni. Posizioni talmente opposte che l’unica strada possibile sembrerebeb solo quella di tornare al voto.
L’appello di La Torre al dialogo e al confronto hanno una doppia lettura molta pratica. Prima. La Torre si è reso conto che il braccio di ferro non porterà da nessuna parte e che “aprendo” a un governo di scopo di fatto vuole solo evitare la paralisi e, quindi, vuole il bene dei cittadini. Seconda. La Torre, in rotta con il “sistema” al pari di quanto dichiarato dalle opposizioni, punta a un governo di scopo, con rimpasto in giunta e, magari, il sacrificio del presidente Rollandin.
Non ci resta che attendere.

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