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Insegnante scomparsa: chiesta una proroga per la consegna della perizia tossicologica

Insegnante scomparsa: chiesta una proroga per la consegna della perizia tossicologica

Slitta almeno di 30 giorni la chiusura delle indagini relative alla morte di Christiane Seganfreddo, l'aostana di 43 anni trovata priva di vita il 15 febbraio scorso, a 47 giorni dal suo allontanamento da casa

La prossima settimana il medico legale Maurizio Castelli, che il 18 febbraio scorso effettuò l’autopsia sul corpo di Christiane Seganfreddo, chiederà una proroga di almeno 30 giorni per il deposito della relazione medico legale sulle cause della morte dell’insegnante aostana di 43 anni, trovata priva di vita la mattina del 15 febbraio in un ruscello di frazione Grand Signayes, poco sopra l’Hôtel Charaban, tra le vigne dell’Institut Agricole Régional, a meno di mezz’ora di cammino dalla sua abitazione di viale Gran San Bernardo, dalla quale si era allontanata all’alba del 30 dicembre 2013.
Il pm Pasquale Longarini, al fine della chiusura delle indagini, rimane in attesa della consulenza di natura tossicologica disposta il giorno stesso dell’autopsia dalla Procura per comprendere «in che quantità» la donna, madre di un bimbo di due anni, avesse assunto medicinali prima di allontanarsi da casa.
Sul corpo di Christiane Seganfreddo, che soffriva di miastenia oculare, non erano stati trovati né segni esterni né traumi, motivo per cui l’insegnante di scuola media sarebbe morta per «ipotermia», forse dopo essere caduta nel ruscello in cui è stata trovata 47 giorni dopo la sua scomparsa.
Nella foto il corpo di Christiane Seganfreddo mentre viene portato a valle dal luogo del ritrovamento.
(pa.ba.)

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