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Consiglio Valle: il presidente Rollandin sottopone all’aula la sua nuova Giunta e scatena le bordate dell’opposizione

Consiglio Valle: il presidente Rollandin sottopone all’aula la sua nuova Giunta e scatena le bordate dell’opposizione

Confermate le indiscrezioni della vigilia; Laurent Viérin (Uvp): «Pastrocchio per stare a galla, appetiti politici più forti dei contenuti»; Stefano Ferrero (M5S): «Alla faccia dei sei consiglieri dell'Uv che avevano formato un gruppo a se stante»

Aurelio Marguerettaz al turismo, sport, commercio e trasporti, Luca Bianchi al territorio e ambiente, Antonio Fosson alla sanità, salute e politiche sociali, Pierluigi Marquis alle attività produttive, energia e politiche del lavoro, Renzo Testolin all’agricoltura e risorse naturali, Ego Perron al bilancio, finanze e patrimonio, Emily Rini all’istruzione e cultura, e Mauro Baccega alle opere pubbliche, difesa del suolo ed edilizia residenziale pubblica.
E’ la nuova compagine di Giunta presentata questo pomeriggio dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, che nel comunicare le sue scelte, ha provveduto anche a esplicitare al Consiglio regionale – convocato quest’oggi in seduta straordinaria – le sue rinnovate linee di indirizzo.
«Confermiamo la validità del programma di governo sottoposto all’elettorato nel maggio del 2013, con economie ed efficienze che continueranno a essere ricercate nella progressiva razionalizzazione del sistema, verificando l’opportunità di ridisegnare il quadro e le competenze nonché quello delle partecipazioni azionarie regionali non maggioritarie», ha spiegato Rollandin, aggiungendo che la maggioranza «è pienamente cosciente che l’attuale congiuntura e la situazione di bilancio della Regione richiedono una verifica in ordine a opportunità, priorità e dimensione delle cosiddette ‘grandi opere’. Per questo procederemo alla realizzazione e al completamento delle sole iniziative già avviate, riferite tutte a strutture di servizio prioritarie per la comunità e per il territorio: università, ospedale e aeroporto».
Un intervento, quello del presidente della Regione, che – in sede di discussione generale – si è tirato dietro diverse bordate giunte dai banchi dell’opposizione, a partire da Laurent Viérin dell’Union Valdôtaine Progressiste. «Questo rimpasto è un pastrocchio per stare a galla», ha annunciato l’esponente del Leone dorato, che ha continuato: «Questi 75 giorni di vuoto politico sono stati scaricati sulla pelle dei valdostani per l’attuazione di un solo progetto di spartizione di poltrone, in cui gli appetiti politici sono stati più forti dei contenuti».
A questo punto, Laurent Viérin ha quindi stilato alcune pagelle: bocciati sia Emily Rini «per un atteggiamento e una gestione dei dossier che noi della minoranza avevamo già fatto notare», sia Joël Farcoz, con «il settore della cultura» che «è stato distrutto».
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Ferrero, ha invece parlato – riferendosi a Ego Perron, che se votato dalla maggioranza degli eletti andrà a ricoprire la carica di assessore alle finanze – di «poltrona terapeutica che ha placato appetiti e mal di pancia», affermando poi che, appena qualche settimana fa, «sei consiglieri dell’Union Valdôtaine avevano praticamente formato un gruppo consiliare a se stante», col collega pentastellato Roberto Cognetta a sbandierare un foglio a dimostrazione delle parole del capogruppo ‘grillino’.
Di «operazione bidone» ha parlato Ferrero in riferimento ai lavori di realizzazione del nuovo campus universitario, per un settore – quello delle grandi opere – sul quale si è espressa anche Patrizia Morelli di Alpe, che ha commentato: «Si è deciso di proseguire nella realizzazione di università, ospedale e aeroporto, quindi non c’è spazio per il dialogo».
Concludendo, la Morelli ha quindi dichiarato: «Tutto cambia affinché nulla cambi. I 70 giorni di crisi ci hanno lasciato dell’amaro in bocca perché ci siamo fidati di alcuni consiglieri di Union Valdôtaine e Stella Alpina che sembravano essere alla ricerca di una nuova stagione politica, salvo poi tornare sui loro passi per meri interessi di poltrona. Il nostro sbaglio è stato forse quello di non aver presentato immediatamente una mozione di sfiducia costruttiva (all’indomani del 26 marzo scorso, ndr), altri al posto nostro l’avrebbero sicuramente presentata».
(patrick barmasse)

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