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Censimento: cresce il non profit, in calo la pubblica amministrazione

Censimento: cresce il non profit, in calo la pubblica amministrazione

Sono i dati che spiccano maggiormente dalla rilevazione Istat sul periodo 2001/2011, presentato questa mattina

Un aumento generalizzato di unità giuridiche e locali e di addetti, un maggior dinamismo del settore non profit, una contrazione delle istituzioni pubbliche, ma un incremento di addetti e la dinamica delle imprese più bassa degli ultimi trent’anni. É la fotografia che emerge dal nono Censimento dell’industria, dei servizi e delle istituzioni non profit illustrata questa mattina, nella biblioteca regionale, da Dario Ceccarelli, capo dell’osservatorio economico e sociale della Valle d’Aosta. La rilevazione fa riferimento al decennio 2001/2011 e fotografa una situazione in profonda trasformazione soprattutto negli ultimi anni, a causa degli effetti della crisi economica, effetti che «non possiamo considerare esauriti», come ha precisato il presidente della Regione, Augusto Rollandin introducendo i lavori, e che anche negli anni successivi al periodo di riferimento, hanno continuato a modificare i parametri.
I numeri.
Sono 11.832 le imprese attive in Valle d’Aosta al 31 dicembre 2011, il 6,6% in più rispetto al 2001, con 24 mila lavoratori dipendenti (63%, 40,6% dei quali sono donne), 16 mila indipendenti, circa 600 esterni e 200 temporanei.
«In Valle d’Aosta si registra un’incidenza dei giovani, sotto i 30 anni, superiore al resto d’Italia – precisa Ceccarelli – e una struttura professionale sbilanciata su figure esecutive (operai, 59%)».
Le organizzazioni non profit attive sono 1.319 (+17,8% sul 2001) con personale dipendente che cresce del 21,5%. Per quanto riguarda il settore pubblico sono 112 le istituzioni pubbliche, con una contrazione rispetto al 2001 del 13,8% ma un incremento di addetti per l’effetto del passaggio di una serie di competenze in capo all’amministrazione regionale.
In foto da sinistra Viviana Agresti (Istat), Claudio Moriani (Istat), il presidente Augusto Rollandin, Dario Ceccarelli (Osservatorio economico e sociale) e Caterina Viviano (Istat)
(er.da.)

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