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Consiglio Valle: Patrizia Morelli candidata della minoranza

Consiglio Valle: Patrizia Morelli candidata della minoranza

Le quattro forze politiche la presentano in contrapposizione a Marco Viérin

Niente programmi e le forze di opposizione – Alpe, M5S, Pd-Sinistra VdA e Uvp – non comprano ‘a scatola chiusa’ il candidato alla presidenza del Consiglio Marco Viérin, e presentano il loro nome: ritorna in pista Patrizia Morelli e va in scena la replica del Consiglio di luglio del 2013.
Così nel dibattito che ha preceduto le votazioni. «Alcuni aspetti possono essere affrontati da subito e altri nel tempo». Manifesta così la volontà della maggioranza di aprire il confronto sui punti snocciolati dalle forze di opposizione – tagli, trasparenza e riorganizzazione – il capogruppo dell’Union valdôtaine Joël Farcoz, intervenuto in aula sull’elezione del presidente del Consiglio. Sollecitato a rispondere il capo dell’esecutivo Augusto Rollandin parla dell’impossibilità di dare risposte puntuali. «Ho ascoltato con attenzione gli intereventi. Credo che abbiamo iniziato i lavori chiedendo un incontro per esaminare la lettera con le richieste, distribuita ieri, e eravamo pronti a esaminare i punti. Ma la minoranza ha manifestato l’intenzione di sottoporli alle forze politiche e aprire un tavolo e quindi siamo qui a non poter dire nulla». Snocciola Rollandin le dieci Regioni in cui le due Presidenza – Giunta e Consiglio – sono in mano alla stessa forza politica e, scanzonato, chiede: «Forse che in queste Regioni il presidente del Consiglio non è super partes? Il presidente ha il ruolo che lo Statuto gli dà ma che non deve perdere le sue idee politiche». E conclude sottolineando: «Non abbiamo chiusure su nessuno dei punti».
Dichiarazioni che scatenano le opposizioni con una premessa comune per tutti: «Nulla contro il collega Marco Viérin». Per tutti Gianfranco Nogara (Uvp) che per l’ennesima depreca il percorso scelto dagli alleati Uv-Sa: «Ma quale dialogo abbiamo avuto sulla scelta del presidente del Consiglio e sui contenuti della presidenza. Nessuno, sei giorni di silenzio e poi la concessione di dieci minuti nella conferenza dei capigruppo per esaminare i punti». Arriva alla più logica delle conclusioni Roberto Cognetta (M5S): «Non riusciamo proprio a dialogare».
(danila chenal)

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