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Emergenza tumori: colpito un valdostano su venticinque; casi in aumento, cala la mortalità

Emergenza tumori: colpito un valdostano su venticinque; casi in aumento, cala la mortalità

Gianmauro Numico, primario di oncolgia di Aosta, ha parlato di numeri e di cause: «Colpiti 5.500 residenti, ogni anno 700 nuove diagnosi, 300 delle quali si concludono con la morte; attenzione a fumo, poco moto e abitudini alimentarie sbagliate»

Un valdostano ogni venticinque è stato colpito da un tumore, circa settecento nuovi casi ogni anno: ci si ammala di più, ma si muore meno. E’ la fotografia tutt’altro che incoraggiante che ha presentato ieri il primario del reparto di oncologia del Parini di Aosta, Gianmauro Numico (nella foto www.ausl.vda.it), all’Hostellerie Cheval Blanc durante la presentazione del volume informativo sui trattamenti chemioterapici ‘Dalla chemioterapia in poi…’.
«I valdostani a cui è stato diagnosticato un tumore sono circa 5.500 – ha spiegato Numico, primario ad Aosta dal 2007 -, ovvero uno su venticinque. Ci sono circa 700 nuovi casi ogni anno, 300 si concludono con la morte a causa della malattia e 400 si trasformano in lungo-sopravviventi. L’incidenza è sostanzialmente stabile, non abbiamo sacche epidemiologiche di alcune patologie, mentre è in netto aumento il numero di malati che nell’unità di tempo noi seguiamo e questo perché, a parità d’incidenza, le persone vivono più a lungo. Senza contare che oggi più del 50% delle persone guariscono e hanno bisogno di fare dei controlli periodici».
Per Numico la Valle è in linea con la situazione italiana. «La diffusione dei tumori nella nostra regione rispecchia l’andamento epidemiologico della popolazione nazionale – ha aggiunto il primario di oncologia -. Come incidenza, al primo posto ci sono il tumore della mammella nella donna e quello della prostata nell’uomo, seguiti, in ambo i sessi, da quello del colon retto; nell’uomo è ancora molto prevalente il tumore del polmone. Queste neoplasie sono i cosiddetti quattro big killer, cioè i tipi di tumore che insieme fanno il 70% delle diagnosi di tumore».
Il professor numico ha poi affrontato il tema della cause: «L’elemento che hanno in comune questi quattro tumori è la stretta relazione con lo stile di vita. Il tumore del polmone dipende esclusivamente o quasi dall’abitudine al fumo. Gli altri tre da un mix che sta tra l’attività fisica e l’alimentazione: poco moto e cibi molto raffinati fanno sì che i tumori siano molto frequenti. L’inquinamento e altre abitudini voluttuarie sono invece in relazione a tumori che sono piuttosto rari: quelli della testa e del collo, dell’esofago, del fegato hanno un’incidenza molto più bassa degli quattro».
All’Hostellerie ha preso la parola anche Francesco Di Vito. «Rispetto alle altre regioni italiane già da tempo siamo più alti nell’incidenza di tumori dipendenti da fumo e alcol, soprattutto della sfera bocca, faringe, laringe, prime vie respiratorie e digestive – ha aggiunto lo specialista che è stato primario di oncologia ad Aosta dal 1990 al 2006 -. Quello che ho verificato è che negli ultimi decenni è diminuita la mortalità, cioè aumentano i casi, però le persone muoiono di meno. Questo per la diagnosi precoce (ad esempio per i tumori della mammella e del colon) che in Valle d’Aosta viene fatta regolarmente e per l’efficacia delle terapie».
(d.p.)

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