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‘Ndrangheta: slitta al 18 settembre il processo ‘Hybris’ a Torino

Rinvio per permettere il deposito delle motivazioni della sentenza con cui la Cassazione «ha escluso l'aggravante del metodo mafioso» nell'ambito del ricorso presentato al Tribunale della Libertà dal legale di Claudio, Ferdinando e Vincenzo Taccone

Rinvio per permettere il deposito delle motivazioni della sentenza con cui la Cassazione «ha escluso l'aggravante del metodo mafioso» nell'ambito del ricorso presentato al Tribunale della Libertà dal legale di Claudio, Ferdinando e Vincenzo Taccone

E’ stato rinviato al prossimo 18 settembre il processo con rito abbreviato in calendario questa mattina al Tribunale di Torino a carico di Claudio Taccone, 46 anni, dei suoi figli Ferdinando, 22, e Vincenzo, 21, e di Santo e Domenico Mammoliti, rispettivamente di 40 e 27 anni, responsabili secondo il Nucleo investigativo del Gruppo carabinieri di Aosta che ha condotto l’inchiesta ‘Hybris’ (coordinata dalla Dda di Torino con il sostituto procuratore Stefano Castellani e il pm Daniela Isaia applicata alla Dda del capoluogo piemontese) di reati che vanno dalla tentata estorsione al danneggiamento a seguito di incendio, dalla rapina al tentato omicidio fino alle lesioni personali.
Il rinvio dell’udienza è stato disposto in quanto il legale difensore dei Taccone, l’avvocato Francesco Bosco di Torino, sta attendendo il deposito delle motivazioni della sentenza con cui la Cassazione «ha escluso l’aggravante del metodo mafioso» nell’ambito del ricorso contro la misura cautelare presentato dallo stesso avvocato Bosco al Tribunale della Libertà.
Quattro dei cinque imputati (Claudio, Ferdinando e Vincenzo Taccone e Santo Mammoliti) furono arrestati all’alba del 22 giugno 2013 nelle rispettive abitazioni di St-Marcel e Aosta (a eccezione di Ferdinando Taccone, che venne raggiunto dalla misura cautelare in carcere mentre si trovava a San Ferdinando Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria), mentre il quinto (Domenico Mammoliti) venne fermato qualche giorno più tardi – perché inizialmente latitante – in una contrada isolata di San Giorgio Morgeto, nel Reggino.
(pa.ba.)

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