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Carcere, il monito dell’ex direttore Minervini: «Brissogne è avanti, il fatto di non avere più una direzione stabile potrebbe però costituire un problema»

Carcere, il monito dell’ex direttore Minervini: «Brissogne è avanti, il fatto di non avere più una direzione stabile potrebbe però costituire un problema»

Dopo l'avvicendamento del 25 giugno con la dirigente Francesca Daquino, rimasta direttore aggiunto presso la casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino; «Nel 2010 trovai una situazione allo sfascio, ora occorre mantenere», spiega

«Ho lasciato una realtà che reputo avanti sia dal punto organizzativo, sia gestionale. Per il momento l’obiettivo penso sia quello di mantenere l’esistente, certo è che nel medio-lungo periodo potrebbe essere un problema non avere più un direttore in pianta stabile all’interno del carcere».
Così l’ormai ex direttore della casa circondariale di Brissogne, Domenico Minervini, commenta l’attuale situazione in cui versa il carcere valdostano, dal 25 giugno diretto da Francesca Daquino, direttore aggiunto presso la casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.
Dal 25 giugno, giorno del passaggio di consegne ufficiale, Minervini è invece a capo del carcere delle Vallette di Torino, struttura penitenziaria presso la quale si era già diretto nel mese precedente a quello della partenza ufficiale dalla Valle d’Aosta.
«Purtroppo l’amministrazione penitenziaria del distretto Piemonte-Valle d’Aosta può contare soltanto su dieci direttori penitenziari per quattordici istituti di pena – spiega Minervini -. A questo punto è chiaro che non tutte le case circondariali possono avere un direttore stabile, e in questo caso è toccato anche ad Aosta. Ciò premesso, la mia esperienza durata quattro anni e mezzo in Valle d’Aosta mi ha permesso di promuovere molti progetti all’interno del carcere di Brissogne: la panetteria, la lavanderia, i corsi di formazione professionale e le attività sportive organizzate in collaborazione con l’Uisp, senza dimenticare l’apertura delle sezioni penitenziarie già nel 2010, sono risultate attività che hanno incontrato il plauso e l’apprezzamento della stessa magistratura di sorveglianza».
Insomma, l’auspicio dell’ex direttore Domenico Minervini è che ora non si ritorni alla «situazione precedente al mio arrivo, quando trovai un carcere che era allo sfascio, anche e soprattutto perché all’epoca i direttori venivano cambiati addirittura ogni 3/4 mesi. Io fortunatamente ho potuto contare sulla continuità, stare quattro anni e mezzo nella stessa struttura mi ha permesso di realizzare tutta una serie di interventi che mi fanno dire che la casa circondariale di Brissogne è avanti rispetto a molte altre realtà, grazie anche al bel rapporto instaurato col personale di Polizia. Certo è che ora si tratta di mantenere questa situazione».
Minervini, che ha lasciato Brissogne «con dentro circa 160 detenuti», ora dirige il carcere delle Vallette di Torino, realtà che conta attualmente 1430 persone recluse.
«Una sfida sicuramente stimolante, anche se ho già trascorso mesi difficili, in quanto sono completamente solo, senza alcun direttore aggiunto – commenta -. Ciò premesso, cerco di svolgere le mie funzioni al meglio, come spero di aver fatto ad Aosta, in cui una grossa mano l’ho avuta dalla società civile».
Nella foto, da sinistra a destra, l’ex direttore della casa circondariale di Brissogne, Domenico Minervini, e l’attuale Francesca Daquino, rimasta direttore aggiunto al carcere Lorusso e Cutugno di Torino.
(pa.ba.)

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